Κυριακή, 11 Αυγούστου 2013

I matrimoni egualitari spiegati ai figli di Costanza Miriano.


La mia risposta all'articolo di Costanza Miriano http://costanzamiriano.com/2013/04/26/le-nozze-omosessuali-spiegate-ai-miei-figli-eta-media-9-anni/

Cari ragazzi, anche nella mia casa è vietato parlare male degli altri ma quando lo faccio sono affari tra me e me stessa, penso che Dio abbia altro a cui pensare. E sono d’accordo con la vostra mamma che ci sono casi in cui del male delle persone bisogna parlare ed è quando rischia di andarci di mezzo qualcuno che non può difendersi da solo. Qualcuno come i bambini, qualcuno come voi.



I vostri genitori hanno scelto di portare avanti una causa in cui credono molto: impedire a qualcun altro di realizzare appieno i propri diritti di cittadino. In pratica sono contrari al fatto che una cosa che si chiama matrimonio diventi egualitaria, cioè per tutti. Strano se pensate che questo diritto c’è già in: Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Regno Unito, Canada, USA, Aruba e Antille Olandesi, Città del Messico, Argentina, Brasile, Uruguay, Sud Africa, Israele, Nuova Zelanda, e la lista si allunga ogni giorno di più.


Dicono di non occuparsi di cosa facciano gli omosessuali nel privato ma che non dovrebbero sbandierare troppo la loro condizione, come vi è capitato al Gay Pride a Parigi, dove avete visto piume e sederi di fuori, signore senza reggiseno e temibili banane gonfiabili.
Mi dispiace che i vostri genitori si siano guardati bene dallo spiegarvi chi erano davvero quelle persone e cosa stavano festeggiando, al di là delle piume e delle banane –perché in fondo alla propria festa ognuno decide di vestirsi come vuole – e proprio di questo si tratta, di una festa. Ma una festa speciale che serve a ricordare a tutti, senza tristezza ma con orgoglio, che il 28 giugno di tanti anni fa a New York persone omosessuali e transessuali si sono ribellate contro chi, per motivi di discriminazione, le picchiava e le metteva in prigione per il solo fatto di esistere ed esprimere se stesse.
Immaginate se un giorno qualcuno decidesse di mettere in prigione e picchiare il vostro babbo e la vostra mamma solo perché credono in Dio e vanno in chiesa tutte le domeniche. Vi sembrerebbe giusto?

Poi la mamma giudica infelici (ma giudicare non era una brutta cosa da non fare?!) quelle persone solo perché vestite in quel modo, è come dire che i preti sono depressi perché sono sempre vestiti di nero, e le suore tristi e represse perché portano i capelli nascosti e non liberi di muoversi al vento.
Quando la mamma vi dice “se ci capiterà di averne uno (omosessuale) vicino, che ne so, al lavoro o in vacanza, cercheremo, se lui o lei vuole, di farci amicizia”, non vi preoccupate, non vi sforzate, questo fatto non capiterà perché è già capitato. Nella vostra vita, anche se non lo sapete, siete già circondati di persone omosessuali e siete già loro amici.
Possono essere omosessuali i vostri compagni di scuola, il catechista, gli amici dei vostri genitori, il dentista, la maestra, il pediatra, la fruttivendola, il meccanico, l’autista dello scuolabus, la parrucchiera, l’edicolante, l’avvocato, ecc… senza che voi lo sappiate. Perché ragazzi… avvicinatevi… voglio svelarvi un segreto ma non ditelo alla mamma… gli omosessuali non indossano le piume e le banane gonfiabili, quello è il costume di una festa come quando a carnevale vi vestite da Ben10 o da Winx.

 Quindi non vi stupite se la zia del vostro compagno di banco non ha un marito e vive con una sua amica, e osservate bene gli sguardi che si scambiano quel ragazzo così dolce che la domenica a messa suona la chitarra e il suo amico che canta così bene…
Anche se loro non vi diranno mai che si rispettano, si vogliono bene e si amano, perché ci sono persone come il vostro babbo e la vostra mamma che hanno deciso che loro non possono volersi bene. O se lo fanno devono farlo di nascosto, come i ladri, oppure soffrirne e sentirsi male per questo.
Questa cosa miei cari ragazzi ha un nome e si chiama ipocrisia ed è la cosa peggiore con cui avrete a che fare nella vita. Molto ma molto più triste di due maschi e di due femmine che si vogliono bene.
Per fortuna oltre alle persone omosessuali che probabilmente conoscete già ma che per ipocrisia non diranno agli altri di esserlo, ci sono persone libere che si amano e decidono di stare insieme alla luce del sole. Perché amarsi nel rispetto reciproco,ricordatevelo sempre, non è e non sarà mai come rubare e ammazzare o parcheggiare sulle strisce.


Alcune di queste persone che si amano decidono di formare una famiglia (Treccani: dal latino famĭlia, che,come famŭlus «servitore, domestico», da cui deriva, è voce italica, e indicò dapprima l’insieme degli schiavi e dei servi viventi sotto uno stesso tetto, e successivamente la famiglia nel significato oggi più comune) e avere dei figli e il modo in cui questi bambini arrivano, grazie alla ricerca medica, è lo stesso che usano tanti amici dei vostri genitori ma senza dirlo. Vi ricordate l’ipocrisia? Stessa storia.
Quando la vostra mamma dice che due uomini e due donne non possono crescere un bambino, lo dice ma in realtà non lo sa davvero perché questi bambini, di cui tanto si preoccupa, non li ha mai visti né conosciuti. È come se io dicessi che per colpa di vostra madre e delle sue idee, voi siete o diventerete infelici senza avervi mai incontrato.



Io personalmente ne conosco tanti di questi bambini con due mamme e due papà e non sono tanto speciali, anzi sono bambini come tanti, forse come voi: allegri, curiosi, divertenti, buffi, capricciosi, simpatici, petulanti, teneri…
Come voi vanno a scuola, hanno tanti amici, vogliono bene alle maestre, vanno in gita con il panino preparato dalle mamme e dai papà, fanno capricci per fare il bagnetto e vorrebbero tanto un cucciolo di cane. Come voi da grandi vogliono fare gli astronauti, i cuochi, i giardinieri, i veterinari e gli scienziati. Come voi hanno un gioco preferito che portano sempre con loro, vogliono un bene dell’anima alle loro mamme e ai loro papà e anche ai nonni agli zii e ai cuginetti che vedono solo d’estate.
Questi bambini sono proprio come voi ma voi, forse, non li conoscerete mai per colpa di una cosa che si chiama pregiudizio, che magari un’altra volta vi spiego cos’è.
Vi saluto ragazzi, fate i bravi e spero che la vita vi porti sempre ad avere cuore e mente aperti agli altri, e a porvi sempre un sacco di domande.
Un abbraccio, Alessia

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