Παρασκευή, 28 Σεπτεμβρίου 2012

"Piccolo Uovo" di Altan e Francesca Pardi.



"Piccolo Uovo" di Altan e Francesca Pardi. Puoi ordinarlo presso IBS

Questa è una favola, ma è tratta da una storia vera, ha un colpo di scena e il lieto fine non è così scontato

C’era una volta un libro per bambini illustrato da Altan (il creatore del mitico personaggio della Pimpa), una favola che ha per protagonista un uovo, anzi un Piccolo Uovo che vuole conoscere tutti i tipi di famiglie che ci sono prima di decidere dove schiudersi, e nel farlo incontra, tra le altre, anche una coppia di genitori gay rappresentati da due pinguini in frac.

 Il libro e' per bambini da 3 anni in su .
Ma c’è questa volta l’assessore alle Politiche Sociali Piefrancesco Majorino (Pd) che ha letto il libro di Altan a suo figlio e da padre lo consiglia a tutti, tanto da suggerirne, pare, la diffusione nelle scuole milanesi, proposta che dovrebbe essere stata messa in calendario dalla Giunta Pisapia .
Sembra una bella favola, ma c’è anche questa volta il lupo cattivo in agguato, chi ne ha approfittato per fare a gara di omofobia e strappare un po’ di visibilità a spese nostre.

Contando che, nelle favole che ci riguardano, il lupo cattivo non sta nascosto nel minaccioso bosco, ma su comode poltrone in bella vista…
Così il PDL e tutta la destra milanese, spronata dal consigliere Francesco Migliarese, ha deciso che non si può e non si deve “insegnare l’omosessualità” ai bambini e che quindi il libro mai e poi mai dovrà entrare nelle biblioteche delle scuole pubbliche.altri che evito di citare minacciano addirittura roghi di libri di hitleriana memoria, e questo già la dovrebbe dire lunga sulla qualità, la dignità e la provenienza dei protestatori.
Comunque, quando si tratta di bambini, meglio avere un dubbio che non averne, ma sarebbe anche meglio informarsi prima di parlare e scoprire cosa dicono gli esperti di psicologia e pedagogia, cioè coloro che hanno fatto del dubbio e della ricerca la loro professione. Ma purtroppo l’Italia a volte sembra la sagra del dilettante allo sbaraglio, dove tutti sono esperti di tutto, e vince chi riceve più attenzioni, non chi è più competente, e perde chi è coperto da urla sguaiate. E si sa che le minoranze hanno la voce più flebile rispetto a una massa abilmente manipolata.
 non esistono ricerche scientifiche al mondo che contraddicano quanto appurato dall’American Psychoanalytic Association, dall’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (AACAP) e dall’American Academy of Pediatrics in vent’anni di studi longitudinali effettuati nell’interesse dei bambini, e cioè che i genitori omosessuali, dati statistici alla mano, sono competenti esattamente come quelli eterosessuali e che la differenza o meno di sesso nella coppia non pregiudica minimamente lo sviluppo psicologico dei figli.

Sì, i gay possono essere anche ottimi genitori come ci ricorda Piccolo Uovo, libro che insegna non certo l’omosessualità (non si impara e non si insegna a essere gay, lesbiche o bisessuali, lo si è o non lo si è), bensì la pari dignità di tutte le famiglie e di tutte le persone, togliendo armi all’omofobia e combattendo la discriminazione dei figli di coppie gay.

Perché adesso arriva la parte più sconvolgente di tutte, udite udite: le famiglie gay già esistono. Anche qui, In Italia. E queste famiglie arcobaleno sono numerose. E sono senza diritti.
Ci vogliono leggi che le tutelino e tanti più libri che educhino al rispetto come questo di Altan e Francesca Pardi, l’autrice del testo. Se una coppia lesbica ha una bambina e muore il genitore biologico, non va all’altra mamma, a cui vuole bene, con cui è cresciuta e che identifica come genitore, ma viene considerata dalla legge italiana adottabile. Questo è inaccettabile. Contrario alla scienza e alle leggi del buonsenso, ma non contrario alle leggi italiane.

Per essere chiaro, cito lo psichiatra e psicanalista italiano Lingiardi: “Le persone gay e lesbiche hanno sempre cresciuto bambini e continueranno a farlo anche in futuro;  la questione è se questi bambini verranno cresciuti da genitori in possesso dei diritti, dei benefici e dalle tutele garantiti dal matrimonio civile”.
Accusate il libro di essere ideologico, caro Migliarese, invece l’ideologia è la vostra (l’ideologia è basata su schemi concettuali precostituiti piuttosto che sull’analisi concreta, definizione del Devoto-Oli) mentre la scienza, la nostra, si basa su ipotesi e dati verificabili.


Il vero problema che assilla i detrattori del libro potrebbe essere questo: che non esiste LA famiglia, ma LE famiglie. Non c’è un solo modo di tirare su cuccioli di uomo sani ed equilibrati, ma molti. Quando i nostri bisogni di base vengono soddisfatti, quando ci vogliono bene, veniamo su bene. Però questo, per Migliarese, Giovanardi, Casini, Buttiglione, Bindi, Bagnasco, Ratzinger, non è accettabile perché se un bambino viene su bene con una mamma single, se cresce sano con due papà, o con una famiglia allargata, o multietnica o (Dio non voglia!) multireligiosa o addirittura in cui i due genitori sono atei, allora possiamo mettere via il Presepe, o meglio metterlo tra le tante possibilità, togliergli l’esclusiva.



A ben pensarci, anche Giuseppe e Maria, che i nostri sostenitori della famiglia “naturale” ci vogliono presentare come modello, erano una coppia ben particolare. Lasciamo perdere la grande differenza d’età (Maria era per i nostri standard molto minorenne nel momento del concepimento), differenza largamente accettata all’epoca (come si evolvono le società, vero?). Beh, Maria e Giuseppe hanno concepito Gesù senza fare sesso tra loro e lo hanno allevato, proprio come accade anche alle coppie gay. E senza fare sesso neanche dopo, cosa che trovo poco salutare, ma questa è una mia personale opinione.
Il punto è che vogliono dirci come dobbiamo essere per allevare i nostri figli, non cosa dobbiamo fare per rispondere ai loro bisogni di amore, comprensione, curiosità per il mondo e per le persone. E questo è razzismo bello e buono – anzi brutto e cattivo. Ecco perché la lotta affinché siano riconosciute tutte le famiglie non è una questione gay o lesbica, ma una questione che interessa la libertà di tutti.



Consulenza psicologica di Stefano Ventura, ACSE
Dal blog di Luca Bordoni:voglio sposare Tiziano Ferro

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