Δευτέρα, 19 Οκτωβρίου 2015

5 motivi per cui sono contraria al “parto naturale”

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Quando ci si sente prospettare un “parto naturale”così come ce lo prospettano, questo accostamento di parole suona quasi come una melodia di cori di angeli, di fronte al nero e diabolico “taglio cesareo” che invece rievoca subito immagini di medici imbavagliati, luci di scialitiche, camera operatoria, bisturi e sangue. In qualità di ostetrica mi sento in dovere di bilanciare le aspettative delle donne, perché tante volte questa immagine idilliaca di mamma e papà che si tengono la mano in sala partomentre tutto avviene nella piena naturalezza delle cose è illusoria e non corrisponde alla realtà.
Nella mia esperienza ho visto e ascoltato tante, non tutte intendiamoci, ma troppe mamme, devastate da quelli che dovevano essere parti “naturali”, che invece si rivelavano tutt’altro: duravano per giorni e finivano con ossitocina, lacerazioni, episiotomie, forcipi, ventose. Donne che hanno chiuso i battenti sul tema figli tanto è stata traumatica la loro esperienza e lontana dalle loro aspettative.
Probabilmente queste donne cambieranno idea, perché fare i figli è comunque meraviglioso anche con tanta sofferenza in più, ma in ogni caso non è giusto né giustificabile essere trattate come carne da macello, tenute 18h sotto tracciato, bombardate di ossitocina, deturpate da forbici e forcipe, mutilate dalle lacerazioni perché tanto, come ci vogliono far credere “siamo fatte per fare questo”. Nel medioevo forse si, quando non si avevano ancora i mezzi per garantire la massima sicurezza e soddisfazione, forse dovevamo rassegnarci a sofferenze prolungate e disumane, ma non nel 2015.
“Si ma è la natura”, direte voi, “così deve essere”. Ma siamo sicuri che la natura abbia sempre ragione? Che faccia sempre la cosa giusta? O riflettendoci possiamo ammettere francamente che qualche volta la natura è crudele? Se non si intervenisse con la scienza e la medicina e si lasciasse fare tutto alla natura, molte volte la natura ci ucciderebbe, anche durante il parto.

Fa parte della natura anche quando le gatte abbandonano i cuccioli più deboli e malaticci lasciandoli morire. È natura anche quando la tua vicina di casa fa quattro figli e tu provi da anni e non riesci ad averne nemmeno uno. La natura non è gentile, in natura vige la legge del più forte. La natura è selettiva e sadica e credo che il parto, per come è stato creato, sia proprio la massima espressione del suo sadismo. Perché? Perchè comporta dolore, rischi e paure anche se vogliamo fingere che non sia così.
Ma oltre a questa breve riflessione Leopardiana, ci sono anche almeno 5 motivi molto più concreti per cui non credo che il parto vaginale sia in maniera universale e assoluta il modo migliore di mettere alla luce un figlio:
  • Il parto naturale al 100% non esiste più
  • Per parto naturale al 100% intendo un parto senza manipolazioni alcune. Oggi che si partorisca in ospedale in clinica o a casa, sarà comunque molto lontano dall’essere una cosa naturale. Se ci va bene ci sarà sempre e comunque l’intervento di uno o due professionisti che ci manipoleranno il collo dell’utero ogni una o due ore, già questo non ha nulla di intimo né di naturale. In ospedale e in clinica ci piazzeranno delle sonde sull’addome, o ci fisseranno delle flebo in vena. E se ci va male ossitocina, episiotomie, forcipe o ventosa. Quindi, nonostante l’atmosfera più o meno rilassata, il parto avrà comunque tutto il sapore di atto medico.

  • I rischi di lacerazioni sono ancora molto alti
  • Purtroppo sono ancora tanti i parti che dovevano essere naturali e che invece diventano medicalizzati in corso di travaglio. I parti in cui si pratica episiotomia o si va incontro a lacerazioni di primo, secondo e terzo grado, con tutte le conseguenze che ne derivano a lungo termine: incontinenza, prolassi e traumi psichici. I dati degli studi pubblicati sull’ American Journal of Obstetrics and Gyneacology stimano che il 30% dei parti vaginali finisce con lacerazioni di grado importante. Credo francamente che andrebbe rinforzata la preparazione del personale verso la protezione del perineo e il riconoscimento dei casi a rischio.
  • Il personale non è abbastanza preparato ed educato al vero parto naturale
  • A differenza delle altre nazioni come la Francia, in Italia, specie al Sud, siamo ancora molto arretrati in tema di parto naturale: le sale travaglio non sono accessoriate ditutti i comfort necessari e si ha ancora l’obsoleta abitudine di preferire la posizione litotomica, assolutamente contro natura per partorire. In più il servizio diepidurale gratuita e garantita 24 su 24 non è ancora attivo in tutti gli ospedali. Inoltre non vengono quasi mai identificati per tempo i mal posizionamenti fetali e lesproporzioni feto-pelviche, causa di fratture, lacerazioni e utilizzo di forcipe o ventosa

  • Il parto per via vaginale mal condotto è stressante e traumatizzante per mamma e bambino
  • A causa di tutti i fattori sopra citati troppo spesso il parto diventa lungo e traumatizzante per la mamma nonché molto stressante per il bambino. Molti studi dimostrano che l’incidenza di depressione post-parto è aumentata in caso di parti particolarmente lunghi e dolorosi, e questo pare che comprometterebbe anche labuona riuscita dell’allattamento al seno.
  • Il parto vaginale non è la soluzione migliore per tutte
  • Le donne non sono tutte uguali, né fuori né dentro. Anche in questo la natura è stata bizzarra. Ce ne sono di alte, di basse, di più grandi di bacino e di più piccole. E a prescindere da questo poi ci sono quelle che si dilatano in poche ore e tirano fuori bambini come fossero saponette e altre che non si avviano nemmeno al travaglio, o che impiegano dieci ore per dilatarsi di due centimetri. Donne che sopportano il dolore riferendolo come un “dolore mestruale un po’ più forte” e altre che si straziano e urlano dal male.
    Pure i bambini sono diversi, ce ne sono di grandi, di piccoli, di mal posizionati, di ben posizionati, di collaborativi e di meno collaborativi. Il fatto è che non si può prevedere a che categoria si appartiene. Insomma, ci vuole anche fortuna. Il parto naturale è bellissimo quando ce l’hai e va tutto bene, ma può diventare un inferno se qualcosa va storto. Per questo il personale sanitario dovrebbe essere in grado di capire i limiti e le possibilità di ogni donna e di valutare caso per caso se sia opportuno o meno proseguire in un parto vaginale quando questo diventa straziante, rischioso ed eccessivamente medicalizzato.
    In un epoca dove si professano tanto i diritti delle donne e l’accettazione della disuguaglianza, ogni donna dovrebbe avere il diritto di scegliere da quale parte del corpo vuole fare uscire il suo bambino e non dovrebbe essere giudicata per questo una mamma meno in gamba, dato la sua scelta non nuoce minimamente il suo bambino.

    In conclusione, se potete scegliere scegliete sempre il parto naturale, perché se è ben condotto ha tantissimi vantaggi, ma pretendete che sia ben condotto, chiedete sempre il massimo dell’assistenza e dell’ascolto e fatevi spiegare per filo e per segno tutto quello che accade, ogni atto medico e la sua conseguenza. Soprattutto diffidate da chi vi prospetta il parto naturale come una cosa che verrà da sé. Non è una passeggiata, bisogna essere fisicamente allenate,psicologicamente pronte a tutto e molto motivate.
    Seguite fin da subito corsi di ginnastica pre-parto per il perineo, fate yoga edallenate la respirazione specie se siete ansiose; cercate un ostetrica o un ginecologo di fiducia e preparato con cui familiarizzare fin da subito, questo vi permetterà di sentirvi a vostro agio nel comunicare bisogni, paure e aspettative. Cercate di dare il massimo e di essere forti e pronte, scegliete la posizione che vi da più confort, non fatevi incatenare al letto. Accogliete il dolore ma ascoltatelo, sarà il dolore a suggerirvi di fermarvi se vi state spingendo oltre i limiti, ascoltate il vostro corpo non fategli del male. Non abbiate paura di intraprendere la strada del travaglio ma nemmeno di tornare indietro se il dolore per voi diventa insopportabile, se sentite che qualcosa non va o se non ve la sentite più. Non sentitevi da meno per questo. Non è certo la sofferenza fisica che farà di una madre una buona madre.

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