Δευτέρα, 9 Νοεμβρίου 2015

gaybies: la parola ai figli dell'omoparentalità





 

L’artista Casey Legler e il fotografo Jez Smith hanno fotografato alcuni bambini australiani cresciuti da genitori dello stesso sesso, incluso il cast del film Gayby Baby, bandito dalle scuole australiane.





​gaybies: la parola ai figli dell'omoparentalità

All'inizio dell'anno due mie amiche - una coppia di donne - mi hanno detto di aspettare un bambino. È stato davvero emozionante per tutti, stavano cercando di concepire da mesi e ora ci erano riuscite. Come me e il mio ragazzo, le nostre amiche sono una coppia multirazziale, quindi ho passato i minuti successivi a fantasticare come un idiota su che aspetto avrebbe avuto il bambino. "Oh sarà così carino," ho detto. "Avrà i tuoi capelli, ma i tuoiocchi!". "Oh, Ben," ha detto una ridendo, "Non funziona proprio così." (Già, per un attimo mi è sembrato così naturale e normale che ci fossero genitori dello stesso sesso, che mi sono dimenticato quali siano le basi della riproduzione biologica.)
Attualmente, all'incirca l'11% degli uomini adulti gay e il 33% delle donne adulte lesbiche stanno crescendo dei figli in Australia. Eppure, anche se sondaggi su sondaggi mostrano che la maggioranza della popolazione australiana è favorevole ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso, l'Australia rimane l'unico paese anglofono a non averli legalizzati, con i conservatori che mostrano tutti la stessa preoccupazione: che i bambini cresciuti da due mamme o due papà stiano bene.
In tutto ciò, le registe Maya Newell (lei stessa cresciuta da due mamme) e Charlotte Mars hanno notato che qualcuno era stato escluso dal dibattito: i bambini. Così nel corso di diversi anni hanno seguito la vita di quattro bambini e dei loro genitori dello stesso sesso, e hanno realizzato un documentario intitolato Gayby Baby.
Dopo aver visto il documentario prima dell'uscita, l'artista Casey Legler e il fotografo Jez Smith - in collaborazione con il team di Gayby Baby - hanno lanciato la serie GAYBIES: We Are Not a Hypothetical, che vede come protagonisti alcuni ragazzini cresciuti da genitori dello stesso sesso - inclusi alcuni protagonisti del film.
Dopo il suo debutto nelle sale australiane, Gayby Baby ha fatto molto parlare di se. Il quotidiano conservatore The Daily Telegraph ha pubblicato in prima pagina un articolo con su scritto che alcuni genitori si sono opposti a una proiezione del film in una scuola. Poco dopo, il Guardian ha scritto che questa notizia non era veritiera. Troppo tardi, il ministro dell'educazione del New South Wales ha vietato che il film venga proiettato nelle scuole. 
Il reportage fotografico di Legler e Smith è stato pubblicato al momento giusto. Dopo essersi sentiti dire dai media locali che le loro famiglie "non sono normali", tre dei ragazzini che hanno partecipato al documentario -- Ebony, Gus e Matt - hanno detto la loro, e le foto gli hanno dato l'opportunità di farsi sentire ancora una volta.
Sono orgoglioso di dire che le mie amiche e la loro bimba appena nata - la piccola Jamie - fanno parte della serie. Datele un po' di tempo, e sono sicuro che anche Jamie avrà qualcosa da dire sulle sue mamme.
Ebony, 16Sono nel film Gayby Baby, le riprese sono iniziate quando avevo 12 anni, e ora ne ho 16. Mio fratello Ashaan ora ne ha 5, Seth 12 - oddio, è vecchio! - e Makaya ha appena compiuto 8 settimane. Ang ha 40 anni quest'anno e mia mamma 36. Sento sempre parlare di "gay agenda", e ogni volta mi viene da ridere. L'unica cosa che hanno in programma le mie mamme è mettere a letto Makaya, o assicurarsi che facciamo i compiti, e poi vedere le nostre pagelle… e vedere che non abbiamo fatto i compiti. Non credo questo film abbia una "gay agenda". Siamo solo noi, e [la regista] Maya che ci segue per qualche anno. Se la mia vita ha un piano vorrei che qualcuno me lo spiegasse.
"La gente fa supposizioni su di te e ti mostra le statistiche e possono dire quello che vogliono, ma alla fine nessuno conosce la tua famiglia quanto te." 
Seth, 12Ho due mamme. C'è anche mia sorella Ebony, il mio fratellino Ash, e mio fratello più piccolo Makaya. Ho scoperto di avere una famiglia diversa il primo anno di scuola. Nella mia scuola c'è l'ora di religione, e l'unico modo per non frequentarla è mandare una mail al preside. Le mie madri non lo sapevano, quindi ho seguito anche quella lezione. Dopo un paio di settimane hanno iniziato a dire, "Se avete genitori dello stesso sesso, o se siete gay, è peccato." È stato uno shock ed ero abbastanza confuso. Così sono andato a casa, mamma ha fatto una bella chiacchierata con il preside e Ang mi ha dato una bella coppa di gelato. Eh sì, così ho scoperto che la mia famiglia era diversa. Ma non mi è mai importato davvero, perché la mia famiglia è fantastica. Preferisco che la mia famiglia sia diversa ma felice, piuttosto che "normale" e triste. 
"Non importa cosa dice la gente, non buttarti giù. Tieni duro. Se qualcuno ti dice che la tua famiglia è strana fregatene." 
Ashaan, 5
Sono Ashaan e ho due mamme. Al mio compleanno mi fanno due regali!
Jesse, 23
La mia famiglia è composta dalle mie due mamme - Louise e Margaret - mio fratello Raj, e mio papà Paul. La cosa bella della mia famiglia è che è diversa, ma alla fine è uguale a quella di tutti gli altri. Se Gayby Baby fosse stato proiettato quando io ero a scuola, non avrei dovuto mentire e inventarmi storie sulla mia famiglia, o su chi fosse l'altra donna che vive con noi. Avrei potuto essere sincero e onesto con i miei amici sin dall'inizio. Nessuno può discriminarti se sei orgoglioso di chi sei. 
"Nessun può discriminarti se sei fiero di te stesso. Non devi nasconderti. Sii te stesso."
Gus, 14
Le mie mamme sono Jen e Jamie, e ho una sorellina, Rory. La cosa bella della mia famiglia è che mi amano molto. Siamo una famiglia abbastanza normale, non ci importa molto dell'estetica. Quando mi sono svegliato mercoledì, le mie mamme erano un po' tristi [per colpa della copertina del Daily Telegraph], perché la proiezione doveva essere un passo avanti per la comunità gay. Ma io ho pensato, "Figo, sono in prima pagina."
"Non ascoltate i politici bianchi ricchi e amate le vostre famiglie. Non incolpatele di nulla perché, nonostante quello che pensano, non è stata una scelta." 
Vivienne, 10
Ho 3 mamme - Fiona, Jam e Gina - un fratello che si chiama Bruno che a volte è davvero fastidioso, un gatto che si chiama Jasper, e un altro gatto che si chiama Flash che vive con sei insetti foglia secca. Quello che mi piace delle mie mamme è che sono completamente diverse.
Una è un fabbro, l'altra lavora per la Women NSW e l'altra è una scrittrice. A scuola a volte la gente dice "che cosa gay" o dice che certa gente è gay. Cerco di farli smettere ma continuano. L'altro giorno uno dei miei migliori amici ha detto "che cosa gay" e io gli ho detto che è davvero maleducato.
"Difendi ciò in cui credi e non lasciare che gli altri ti buttino giù." 
Rory, 8
La mia famiglia è una famiglia come le altre. Ci sono cose belle e cose brutte. Ero felice perché Gus era sulla prima pagina del giornale, ma anche triste perché sono stati cattivi con le famiglie gay e lesbo. Se la gente è contro il film è perché non l'ha visto. Se vedesseroGayby Baby, saprebbero che siamo tutti uguali, perché tutte le famiglie hanno delle incongruenze. 
"Tutti sono uguali perché tutte le famiglie hanno delle incongruenze." 
Brenna, 19
Quando avevo 8 anni, io e mie genitori abbiamo partecipato ad un episodio di Play School (un programma TV per bambini australiano). I genitori si sono lamentati, quindi sono molto abituata alle controversie. Anche se è stato orribile vedere che anche in Tv c'è spazio per l'omofobia, abbiamo anche capito che molti supportano le famiglie omosessuali. VedendoGayby Baby, ho capito che non ho mai visto la mia famiglia rappresentata in maniera così complessa sul grande schermo. Mi sono sentita molto orgogliosa.
"Vorrei che i bambini che crescono con genitori dello stesso sesso sapessero che voi capite meglio di chiunque altro cosa significa l'amore, l'accettazione e la diversità." 
Dylan, 13 e Matt, 16
Dylan: ho due mamme sposate, un papà, a breve una matrigna, un fratello e una sorellastra. Le mie mamme si sono sposate in Nuova Zelanda, poi sono tornate in Australia per la festa di matrimonio. È stato molto divertente. Io e mio fratello abbiamo fatto un discorso, ballato lungo la navata e abbiamo aperto le danze. Agli altri bambini che hanno una famiglia come la mia, direi di ricordarsi che è una famiglia come tutte le altre famiglie, anzi è ancora meglio, perché ne abbiamo due. Siatene orgogliosi.
Matt: le mie mamme si volevano sposare in Australia ma non è legale. Volevano aspettare che fosse legalizzato ma hanno capito che ci sarebbe voluto troppo, così sono andate in Nuova Zelanda. Non è stato il massimo perché sono dovute andare lontano e nessuno dei loro amici è potuto venire. Ma poi sono tornate e hanno fatto un festa di matrimonio ed è stato molto divertente. La gente dice che Gayby Baby è propaganda politica e che non deve essere visto a scuola, ma mostra soltanto ragazzi che come me hanno genitori gay.
Sunnai, 16
Ho due mamme, un padre donatore e un'altra mamma che vive a Melbourne. Vado al [Sydney Gay and Lesbian] Mardi Gras da quando sono nata. Quando avevo 4 anni, il tema per i bambini arcobaleno era Il Mago di Oz. Mamma, Lil e io ci siamo travestite da Uomo di Latta e ci siamo pitturate il corpo d'argento. È stato uno dei migliori Mardi Gras a cui io sia mai stata. Il mio consiglio per i più piccoli? Accettate di essere diversi. Chi vuole essere normale? Essere normale è noioso.
"Chi vuole essere normale? Essere normale è noioso. Essere diversi è speciale; vieni cresciuto con tanto amore e accettazione."
Crediti
Testo Benjamin Law
Foto Jez Smith con Kelvin Harries e Georgina Waterford
Scatti realizzati presso Front Studios con il Gayby team e Casey Legler

https://i-d.vice.com/it/article/gaybies-la-parola-ai-figli-dell-omoparentalita



Title: Nothing is missing

Q: What kind of comments do you get get, when you say you have two mothers?
A: My ‘favorite’ comments or questions are: “You have two moms – impossible!”, “Which one is the real mother?”, “Which one has the father role?”, “Do you miss your father?”, “Did you suffer?”. These are all very silly questions if you put yourself in my position.
Q: What’s it like for you having to always explain and getting a lot of attention from the media?
A: I’m used to it by now. I spoke at the European Parliament this year. When I was 9 years old I was interviewed by Stephanie Gerlach for her book “What do the children have to say?”. When I was 13, my parents split up and stopped giving interviews. The problem was the pressure to project this image that our family is ok. The children in rainbow families are under pressure to justify their family situation.
Q: Can you give an example?
A: For example, when I say, I am a university student, went to Gymnasium and have lots of friends. Then people say, “it worked.” I was conceived by insemination and don’t have 3 eyes. I don’t have a degree from a Hauptschule (ends grade 9) and I’m not a loner. But even if I were, it should be ok. My story shows it works, that children in a rainbow family can be happy. Everybody should be able to live how he/she wants.
Q: Where do you think the pressure comes from?
A: The pressure to be perfect comes from the outside and the inside. That doesn’t mean that parents in rainbow families put pressure on their children to be perfect. Rather we belong to a minority that isn’t accepted 100%. Since so many political decision in this area are being made, each of my comments could have an influence [on political decision]. [However,] I have only talked about my life. I have to justify my parents and claim that my brother and sister are my brother and sister. That shouldn’t be the case.
Q: What should be the next step?
A: The pressure has to go. Rainbow families have to be allowed to make mistakes, too. So that, if a child has a public temper tantrum, then it has nothing to do with the rainbow family constellation. Most likely, the kid was simply angry. The next step should be to understand that we are ‘normal’ and not something special. It’s hard to strike a balance, since in order to achieve acceptance, we have to be seen. In a paper about discrimination, I read this sentence recently: “To be considered equal, we have to first been perceived as different.”
Q: What are the reactions to your stories and opinions?
A: In podium discussions, I get a lot of positive feedback. That surprised me. A lot of people tell me they feel the pressure too to be a model family and they’re happy somebody has spoken up about it.
Q: What was it like for you as a child?
A: As a child I enjoyed the interest and liked talking about my family. Its important to be self-confident and for me to know my family loved me and I loved them. I can remember as child running through the bus calling out, “I have two mothers!”. I told everybody back then, but it wasn’t the major focus of my day-to-day life. The most common question people ask me is if I would like to meet my dad. I have a problem with the word ‘dad’ because, for me, that is someone who loves you and is part of your life. In this sense, I have no dad but two parents who love me dearly. I don’t need anybody else. We are complete as we are. Nothing is missing.
Q: Research has shown that the only difference between straight and rainbow families is the missing social recognition and problems resulting from that. Can you report problems or discrimination experience?
A: I personally have never experienced non-acceptance, rather lots of interest and curiosity. Our day-to-day life is the same as in straight families. Our parents went through possible questions and did role play with us to prepare us for possible reactions to our family. The most important thing is self-confidence, not letting yourself be made crazy feeling like you have to prove yourself or be a shiny family. If somebody wants to mob or discriminate you, they’ll find a reason even without you having lesbian parents. It’s important to have support social environment.
Q: Do you feel like a part of the LGBTQI community?
A: My mom is active as NELFA’s vice-president. For our parents, having contact with other parents was important. We went to, for example, LesKids gatherings. So, in that sense, I feel like I belong.
Q: What political changes are needed in your opinion, for the situation to improve for rainbow families?
A: The top priority has to be legal equality. A family is where love is independent of the parent’s gender. I hope the acceptance of these families as families will grow and that the pressure to prove themselves will lessen. IF equality is achieved, then they won’t have to prove themselves any more. Parents should let go of the pressure to be perfect parents. They think so much about everything and try so hard to be great parents, in order to be considered ok. This is tiring.

We are who we are. Families with ups and downs and THAT should be accepted. I wish that this diversity would be seen as enriching.

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