Σάββατο, 23 Νοεμβρίου 2013

Mio figlio è una figlia: il viaggio culturale delle persone transessuali

Ma Vie En Rose Trailer

Mio figlio è una figlia: il viaggio culturale delle persone transessuali
Mio figlio è una figlia: il viaggio culturale delle persone transessuali
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Il problema culturale

Una persona transessuale morta non fa notizia, non suscita nessuna emozione nemmeno nella maggior parte nei cuori degli attivisti per i diritti delle persone omosessuali… per esempio.
Basti vedere la partecipazione degli eventi che parlano di diritti delle persone transessuali che vengono regolarmente snobbati dalla stragrande maggioranza di persone facenti parte della comunità LGB italiana ( Lesbian , Gay , Bisex ).
“Ma era una prostituta vero?” 
è la prima e unica domanda quando si apprende la notizia di una trans uccisa ( MtoF Male to Female ovvero da uomo a donna) , perché di un trans ucciso non si è mai sentito parlare in Italia ( FtoM Female to Male ovvero da donna a uomo).
Qui sotto potrete trovare la traduzione di un’interessante articolo del progetto culturale “Rispetto Trans contro Transfobia“.
Vi consiglio inoltre un film molto bello si chiama “La mia vita in rosa” ( Ma Vie En Rose)  una commedia che racconta la storia di un bambino che si sente femmina, ecco un piccolo assaggio: http://www.youtube.com/watch?v=Pgf9CaWldXA.
La dolcezza disarmante di questo bambino ci fa capire quanto orrendi siano gli adulti che vogliono imporre regole alla natura stessa, ovvero l’uomo deve fare questo la donna quest’altro, per essere considerato uomo devi essere così per essere considerata donna cosà, questo significa andare contro natura.
Ma Vie En Rose
Un altro consiglio per i genitori che vogliono capire meglio come evitare di fare del male ai propri figli, potrebbe essere quello di leggere il libro di Shyam Selvadurai chiamato “Funny Boy”, che curiosamente mi capitò sottomano in un autogrill.
Fui attratta, anzi calamitata con la mia mano verso di lui, come spesso mi succede nelle librerie, come se a muoverla fosse una spinta che nemmeno io mi so spiegare.
Una storia ambientata negli anni 80 in Sri Lanka, narra di un ragazzino di 12 anni che attraversa la vita con uno sguardo particolare, vive in prima persona le guerre interne al suo paese ma riuscendo sempre a cavarsela senza drammi, riesce anche ad innamorarsi di un altro ragazzino, anche se il padre cerca di “raddrizzarlo” attraverso la scuola.
Il romanzo non parla di transessualità ma di quanto la società ed i genitori possano cercare di inscatolarci in definizioni e ruoli, e quanto questo sia pericoloso e dannoso per la crescita di un essere umano.


La casistica

Il conteggio a Marzo 2013 ha evidenziato 1.123 omicidi denunciati nei confronti di  persone transessuali in 57 paesi in tutto il mondo nel range di date dal 1 ° gennaio 2008 al 31 dicembre 2012.
L’aggiornamento mostra il significativo aumento / costante omicidi segnalati di persone trans nel corso degli ultimi cinque anni.
Nel 2008, 148 casi sono stati segnalati, 217 casi nel 2009, 229 casi nel 2010, 262 casi nel 2011, e 267 casi nel 2012.
E ‘importante notare questi casi sono quelli rilevati da ricerche on line e attraverso la cooperazione con le organizzazioni e gli attivisti trans.
Nella maggior parte dei paesi, i dati sulle persone trans uccise non sono sistematicamente prodotti ed è impossibile stimare il numero di casi non denunciati.
Traduzione del rapporto 2013 del sito http://www.transrespect-transphobia.org

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