Τετάρτη, 28 Μαΐου 2014

Study finds gay dads' brains act like mothers' and fathers' brains at the same time

la rosa nervosa 

cicogne arcobaleno 

 

maria gigliola toniollo 

 

la gravidanza di sostegno –il duro attacco dell’“avvenire” contro la 

gestazione per altri - eguaglianza, libertà e autodeterminazione sono 

riconosciute a intermittenza, magari opponendo stereotipi 

 

Leggo di un caro amico che in questi giorni ha avuto un figlio... non so, non ho chiesto e 

poco in fondo mi interessa sapere quali strade abbia scelto di percorrere verso il suo 

lietissimo evento: Sergio è gay, aveva sposato tre anni fa il suo compagno all'estero e oggi è 

nato Luca, un nuovo arrivato particolarmente prezioso ed eccellente per la forza della 

determinazione, della generosità, del coraggio, dell'amore che lo ha portato al mondo. 

 Il matrimonio di Sergio in Italia non ha riconoscimento legale e la cicogna di Luca è 

stata una gravidanza di sostegno, questione che si sviluppa spesso in Canada o negli Stati 

Uniti, ben conosciuta da chi ha seri problemi di sterilità o di impossibilità fisica a 

procreare, praticata anche dalle nostre Famiglie Arcobaleno, ma ancora censurata come 

fosse farina del diavolo... Anche i gay possono diventare padri e hanno varie strade da 

tentare, certamente più ardue di quelle che si presentano alle lesbiche, ma in ogni modo 

possibili: si affrontano problemi non trascurabili di ordine etico, pratico, psicologico, 

economico, legale, culturale e ciò non toglie che i bambini e le bambine nati con questa 

particolare tecnica di fecondazione assistita ci siano e siano banalmente belli, sani, allegri e 

soprattutto in numero sempre maggiore. 


 C'è chi ha conosciuto alcune delle donne che vivono la gravidanza per altri, c'è chi ha 

parlato a lungo con loro, vissuto con loro e cucinato per loro: non si tratta di fantasmi, né  

di creature frustrate o idilliache o di megere accecate dall'interesse, sono donne con 

problemi e gioie come tutte, con un cuore e un cervello per pensare e decidere: forse sono 

forti e libere più di tante altre che restano incatenate a miti stantii, murate in tradizioni 

pseudo-patriarcali, schiacciate sulla saga della donna-madre e dell'istinto materno a senso 

unico, pilastro spesso di una solo sedicente sacra famiglia. Le madri surrogate del Nord 

America, madri loro stesse dei propri figli, scelgono quando, come e per chi portare in 

grembo un figlio che non è loro. 


 Tempo fa, e neanche a dirlo, “Avvenire” pubblicò in prima pagina una delle sue tante 

ricattatorie intemerate vetero-clericali, un duro attacco contro la gestazione per altri, 

paventando pratiche di crudo sfruttamento in India, lasciando soprattutto intendere che 

coppie di gay e di lesbiche frequenterebbero abitualmente e disinvoltamente quel Paese, al 

fine di diventare padri o madri ad ogni costo, abusando di condizioni di povertà per futili 

capricci se non peggio... L'articolo, infatti, nota che “sempre più spesso a commissionare la 

gravidanza è una persona sola o una coppia di omosessuali”... motivo e occasione in più da 

non perdere per infilare una scontata reprimenda contro il matrimonio tra persone dello 

stesso sesso, o riconoscimento analogo, che porterebbe inevitabilmente alla legalizzazione 

e al dilagare di “certi commerci”. 


 La questione è tuttavia che, come spesso accade, la verità è ben altra, infatti l'India 

non permette alle coppie di gay e di lesbiche, e nemmeno ai single, di accedere alle 

tecniche di fecondazione assistita entro i suoi confini. La surrogacy è rigidamente 

riservata alle coppie di persone eterosessuali sposate da almeno due anni e con comprovati 

problemi di infertilità. Se “Avvenire”, e non pochi altri che si strappano i capelli quando si 

parla di questo argomento, intendeva mettere sotto accusa la gestazione per altri, avrebbe 

potuto rispettare almeno la verità, invece di profittare come in tante occasioni di un 

argomento delicato e poco conosciuto per confondere e istigare all'odio e al disprezzo. 

 A quanto pare la verità non è per tutti una priorità, meglio coltivare una stagnazione 

sociale dove scienza e progresso sono sempre altro, dove eguaglianza, libertà e 

autodeterminazione sono riconosciute a intermittenza, magari opponendo stereotipi 

grondanti melassa, stile appelli televisivi per l'8 per mille per capirci, e mai che si pensi di 

tener conto di qualche cosa di assolutamente fondamentale: che senza la volontà di 

diventare madri, la filiazione non esiste e soprattutto che la libertà e la signoria delle donne 

sul proprio corpo è sovrana e può anche voler dire scegliere consapevolmente una 

gravidanza con figli di altri.


Researchers recorded the brain activity of 48 gay fathers when they could see their kids and compared that to the brain activity of heterosexual mothers and fathers and found they displayed similarities to both
A same-sex couple with a young child
Photo by Kurt Löwenstein Educational Center International Team
New research published in the Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS) this week has shown parenthood changes the brain activity of gay fathers in ways that mimic the brains of heterosexual mothers and fathers.
Researchers videotaped 89 new mothers and fathers interacting with their infants at home and then measured the parents' brain activity while watching videos of their kids to see how they would react.
In the 20 mothers in the study, watching their babies triggered heightened activity in the brain's emotion-processing regions, particularly in the amygdala, which was five times more active than when they watching videos that were not of their kids
For the 21 heterosexual fathers, watching their infant increased activation of cognitive circuits, particularly a structure that interprets a baby's cries and non-verbal cues.
However the 48 gay fathers raising children with their husbands showed both an increase in emotional sensitivity and cognitive focus simultaneously.
The researchers also tested the levels of the bonding hormone oxytocin in all the parents and found no difference among the three groups.
The study was intended to build on previous research showing that the brains of new mothers change become hyper-reactive to their child's cries and other emotional cues.
It was not clear if that change was a result of the hormonal and other changes that accompany pregnancy or a response to the experience of parenthood.
This new research appears to show that the experience of parenthood changes a person’s brain activity whether they are a biological parent or not.
- See more at: http://www.gaystarnews.com/article/study-finds-gay-dads-brains-act-mothers-and-fathers-brains-same-time270514#sthash.mOnnJ3bX.dpuf



Uno studio dimostra che i genitori gay sviluppano caratteristiche di entrambi i generi
Per proprietà transitiva c'è chi si oppone ai matrimoni gay sostenendo di voler impedire che si possa prima poi giungere a permettere le adozioni dato che i bambini hanno bisogno di un padre e una madre per crescere sani. Se il collegamento non è diretto, anche la seconda affermazione rischia di essere sempre più discutibile. Qualora non bastassero le affermazioni rilasciate dall'American psychological association, ora anche uno studio condotto dall'università israeliana Bar-Ilan sembrerebbe avvalorare la tesi che quella posizione sia motivata solo da mero pregiudizio.
I ricercatori hanno messo a confronto le risonanze magnetiche dei cervelli di neomamme, neopapà eterosessuali ed omosessuali, scoprendo che quest'ultimi sviluppano percorsi cerebrali tipici sia delle donne che degli uomini.
Nelle coppie eterosessuali, infatti, le mamme mostrano un picco nelle attività celebrali all'interno regioni che riguardano le emozioni, i papà in quella cognitiva in modo da concentrarsi sulle richieste che il neonato cerca di comunicare attraverso il pianto. Nel caso di genitori dello stesso sesso, però, si è riscontrato come il cervello reagisca mostrando le attività celebrali tipiche sia del modello materno che di quello paterno, per di più con l'aggiunta di una superiore interconnessione tra i due emisferi.
Secondo i ricercatori, quella è la prova di come la natura permetta alle coppie omosessuali di adattare la propria risposta cognitiva ed emozionale in modo da ricoprire contemporaneamente i ruoli di papà e mamma.

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