Παρασκευή 29 Αυγούστου 2014

Η παιδοθεσία από ομοφυλόφιλο ζευγάρι δεν είναι πλέον ταμπού για το ιταλικό νομικό σύστημα


 Italy: Historical decision for rainbow families in Italy as a 

tribunal in Rome ruled that the daughter of two mothers can 

be adopted by the non-biological one, taking both surnames

 and defining same-sex parenthood as “a different kind of

 parenthood which is positive and has to be recognized as 

such”.

Ενθαρρυντικά νέα σήμερα και από την Ιταλία
Η παιδοθεσία ενός παιδιού από ομοφυλόφιλο ζευγάρι δεν είναι πλέον ταμπού για το ιταλικό νομικό σύστημα. Οι Famiglie Arcobaleno ( αδελφή οργάνωση στην γειτονική χώρα), χαιρετίζει την ιστορική απόφαση του Δικαστηρίου Ανηλίκων της Ρώμης, η οποία ρυθμίζει την παιδοθεσία του παιδιού ενός ζευγάρι λεσβιών από τη μη-βιολογική μητέρα -γονέα.
« Χιλιάδες ζευγάρια με παιδιά σε όλη την Ιταλία περίμεναν την απόφαση αυτή», λέει η Giuseppina La Delfa, πρόεδρος της οργάνωσης Famiglie Arcobaleno . "Ο δικαστής έλαβε υπόψη του πρώτα απ’ όλα το συμφέρον του παιδιού : «και ποιος μπορεί να αρνηθεί ότι το μεγαλύτερο συμφέρον του παιδιού είναι να μπορεί να στηριχθεί και να προστατευτεί και από τους δύο γονείς του;» Συνεχίζοντας η πρόεδρος της οργάνωσης επεσήμανε ότι::
«Υπάρχει ένας αυξανόμενος αριθμός ζευγαριών του ίδιου φύλου με παιδιά που φαίνονται να είναι εντελώς ξένα με τις οικογένειες τους από όλες τις απόψεις…» «Είμαστε πολύ ευχαριστημένοι και στέλνουμε τις καλύτερες ευχές μας στην οικογένεια», καταλήγει η La Delfa, "επιτέλους η οικογένειά σας αναγνωρίζεται από τους νόμους του κράτους. Είμαστε χιλιάδες που περιμένουμε να διευθετήσει το ζήτημα της προστασίας των παιδιών και των συζύγων που δεν αναγνωρίζονται , επειδή το κράτος απαιτεί από τους lgbt πολίτες του που θέλουν να αναλάβουν τις γοενϊκές ευθύνες τους, να τρέχουν στα δικαστήρια, μπλέκοντας σε χρονοβόρες διαδικασίες και ξοδεύοντας πολλά χρήματα κάτι που δημιουργεί περισσότερες διακρίσεις; Το κράτος έχει καθήκον να ανταποκριθεί στις ανάγκες των εκατομμυρίων πολιτών του και των παιδιών τους.»








L’adozione di un figlio da parte di una coppia omosessuale non è più un tabù per l’ordinamento italiano. Famiglie Arcobaleno, l’associazione nazionale dei genitori omosessuali e transessuali, saluta la storica sentenza del Tribunale per i Minorenni di Roma, che ha stabilito l’adozione del figlio di una coppia lesbica da parte del genitore non biologico.
«Tutta l’associazione e migliaia di coppie con figli in Italia aspettavamo questa sentenza», spiega Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno. «La giudice ha tenuto conto dell’assoluta preminenza dell’interesse del minore: chi può negare che l’interesse supremo del minore è essere tutelato da entrambe i propri genitori?», ha proseguito la Presidente.
Sono sempre più numerose le coppie omogenitoriali con figli che all’estero risultano essere famiglie a tutti gli effetti; la battaglia per il riconoscimento dei figli è iniziata da un po’ anche in Italia, sia presentando domanda di trascrizione degli atti stranieri in Italia, sia – come in questo caso – appellandosi al buon senso ed all’umanità, nonché al miglior interesse dei bambini.
«Siamo molto felici e facciamo i migliori auguri alla famiglia», ha concluso La Delfa, «finalmente riconosciuta dalle leggi dello Stato. Siamo migliaia ad aspettare di sistemare la questione della protezione dei minori e dei coniugi non riconosciuti, dalle possibili crisi e nei casi della vita: perché lo Stato obbliga i cittadini omosessuali che vogliono assumersi responsabilità, ad agire presso i Tribunali, con dispendio di tempo e denaro e creando ulteriori discriminazioni? Lo Stato ha il dovere di rispondere alle esigenze di milioni di cittadini e dei loro figli. Renzi ha promosso la legge con la stepchild adoption per settembre, fra due giorni».


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Alberto Pertile
Famiglie Arcobaleno, ufficio stampa
Cell e Whatsapp +39 3283511468 

Tribunale per i minorenni di Roma: sì all’adozione del figlio del partner ed al doppio cognome, l’omogenitorialitá é “sana e meritevole d’essere riconosciuta”


2012-10-03 23.31.07L’omogenitorialità è “una genitorialità “diversa” ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale”. Consentenza depositata il 30 luglio 2014, il tribunale per i minorenni della capitale ha riconosciuto ad una bambina figlia di due mamme il diritto ad essere adottata dalla propria mamma non biologica ed a prendere il doppio cognome. Si tratta del primo caso in Italia e di una grande svolta per le famiglie omogenitoriali. In senso contrario al riconoscimento della bigenitorialità vi sarebbe soltanto, infatti, un “convincimento diffuso in parte della società, esclusivamente fondato, questo sì, su pregiudizi e condizionamenti cui questo Tribunale, quale organo superiore di tutela dell’interesse superiore del benessere psico-fisico dei bambini, non può e non deve aderire”.
Same-sex parenthood is “a different  kind of parenthood which is positive and has to be recognized as such”. With a decision delivered on July 30th, the Court of Rome has ruled that the daughter of two mothers can be adopted by the not biological one, taking both surnames. It’s the first time in Italy and a turning point for Italian same-sex families. According to the Court, ruling differently would rely on “prejudices which this Court, as an authority that looks exclusively to the best interest of the children, cannot and want not to confirm”.
di Marco Gattuso
La decisione del Tribunale per i minorenni di Roma del 30 luglio 2014, rappresenta un nuovo punto di svolta (ancora una volta per via giurisprudenziale) nell’evoluzione dei diritti LGBTI nel nostro Paese ed un passaggio davvero fondamentale per le cd. famiglie arcobaleno. In questo caso al centro della decisione non vi sono i diritti delle persone o delle coppie omosessuali, ma i diritti dei loro bambini, interpretati dal tribunale romano, in una sentenza ben motivata, alla luce di principi che erano già stati enunciati dalla giurisprudenza italiana ed europea e che portano oggi ad una soluzione innovativa.

Il caso
Dunque due mamme ed una bambina. Soltanto la mamma biologica é riconosciuta dallo Stato e per tale ragione la mamma sociale chiede di essere ammessa alla sua adozione. In seguito ad un approfondito esame della situazione di fatto (nel provvedimento si dà atto dell’indagine socio-psicologica condotta, dell’ascolto dei genitori ed anche del responsabile della scuola della bimba), il tribunale rileva come la bambina sia nata da un progetto genitoriale comune delle due donne, le quali sono conviventi da dieci anni, sono iscritte nel registro comunale delle unioni di fatto e sono pure coniugate in Spagna, dove é stata pure concepita la bambina. La scelta della mamma biologica é avvenuta soltanto in ragione della sua più giovane età. Cresciuta dalla coppia, la bimba, oggi di cinque anni, riconosce pienamente nelle due donne i propri genitori, chiamandole entrambe mamma. È evidente come, a fronte della costruzione di una solida relazione di amore e di responsabilità materna, il dato biologico appaia del tutto secondario tanto per la bambina che per i genitori, come accade d’altra parte in ogni caso di fecondazione eterologa anche nell’ambito di coppie eterosessuali.
Le relazioni dei servizi sociali danno atto che la bambina è perfettamente inserita ed è priva di qualsiasi emergenza negativa: in concreto ed in poche parole, la bambina cresce amata e serena.
La decisione
A fronte di tale chiara situazione di fatto, il tribunale della capitale osserva come allo stesso non tocchi costruire alcuna nuova realtà giuridica o creare “nuovi diritti”, ma soltanto di vagliare la rilevanza giuridica della situazione già esistente, verificando quale fattispecie giuridica trovi applicazione alla luce del superiore principio dell’esclusivo interesse della minore.
I giudici capitolini rinvengono nell’art. 44, lett. D della Legge 4 maggio 1983, n. 184 (“Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”) l’istituto giuridico applicabile nel caso de quo.
Come vedremo, questa norma é stata già interpretata dalla giurisprudenza nel senso di consentire l’adozione da parte di singoli o di coppie non sposate nel caso in cui sussista di fatto una relazione genitoriale col minore.
Se tale adozione é consentita alle coppie eterosessuali non sposate ed ai singoli, sarebbe allora certamente illegittimo, perché discriminatorio, non consentirla anche per le coppie omosessuali o per singoli gay o lesbiche.
Il tribunale rileva, difatti, come la giurisprudenza abbia già chiarito che l’orientamento sessuale del genitore non incide negativamente sulla crescita dei figli e come non vi sia alcuna ragione per dubitare della capacità genitoriale di coppie formate da due donne o da due uomini.
Come si vedrà, la soluzione adottata dal tribunale lungi dal rappresentare una interpretazione creativa o particolarmente ardita, appare imposta da una stringente logica di sistema, che pone in questo ambito l’interesse superiore del bambino al centro di ogni pronuncia, prescindendo da pregiudizi e chiusure ideologiche. La cd. step-adoption, ovvero l’adozione del figlio biologico del partner, é stata ammessa per le coppie gay e lesbiche in Danimarca già da oltre vent’anni ed é oggigiorno istituto aperto alle coppie dello stesso sesso in buona parte dei Paesi europei (non soltanto negli undici Paesi che hanno riconosciuto il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma anche, ad esempio in Germania), oltre che in molti Stati americani e Canada, e data la sua rilevanza per la tutela dei bambini, era stato inserito in buona parte dei progetti di legge già pendenti in Parlamento, fra cui anche quelli provenienti dal partito di maggioranza relativa. Dunque la decisione romana anticipa quanto già promesso dalla politica, assicurando da subito per questi bambini una ragionevole soluzione di stampo europeo.
Ma vediamo in dettaglio i singoli passaggi della motivazione.

Adozione in casi particolari
La norma testé citata – art. 44, della Legge 4 maggio 1983, n. 184 – prevede la possibilità di disporre la “adozione in casi particolari” nell’ipotesi in cui un minore non possa essere adottato con adozione cd. piena o legittimante.
Come noto, “adozione legittimante” e “adozione in casi particolari” rappresentano due diversi istituti giuridici che non possono essere confusi.
La prima, cui ci si riferisce comunemente quando si parla di “adozione” nel linguaggio corrente, consente l’adozione (nazionale o internazionale) di bambini in stato di abbandono (art. 6, della Legge 4 maggio 1983, n. 184). In Italia, a differenza della gran parte del mondo occidentale, è consentita solo alle coppie sposate (ed è, dunque, preclusa ai singoli ed alle coppie conviventi, etero o omo). Accertato lo stato di abbandono di un minore, gli aspiranti genitori entrano in contatto col bambino e, sancita l’adozione, ne vengono dichiarati genitori, ad ogni effetto equiparati a qualsiasi altro genitore, mentre il bimbo perde ogni rapporto giuridico con i propri genitori biologici.
La “adozione in casi particolari” è ammessa, invece, in diversi casi specifici (lettere A, B, C e D dell’art. 44) che concernono, per lo più, ipotesi in cui vi è già una relazione genitoriale di fatto tra un bimbo ed un adulto. La stessa é consentita anche ai singoli ed alle coppie non sposate. Si tratta dell’ipotesi di bambini già curati da parenti o conoscenti (lettera A) e dell’ipotesi di bambini che hanno instaurato una relazione filiale col nuovo coniuge del proprio genitore (lettera B). In questi casi non si tratta di trovare un genitore per un bambino abbandonato ma di tutelare e coprire giuridicamente situazioni in cui un bambino ha già chi si occupa di lui, dove vi è già un “genitore di fatto” che è tuttavia privo di riconoscimento legale. Lo Stato interviene dando rilevanza giuridica a tale relazione, poiché il bambino ha interesse a che la stessa venga riconosciuta per vari profili, sia personali (assunzione di responsabilità da parte di un adulto che di fatto appare al bimbo come genitore) che patrimoniali (eredità, pensione di reversibilità, mantenimento ecc). L’adozione in casi particolari é prevista inoltre per bambini orfani portatori di handicap (lettera C), per i quali, essendo l’adozione ammessa anche per i singoli e le coppie non sposate, viene così ampliata la platea degli aspiranti adottanti.

Le due adozioni tendono a coincidere sotto il profilo degli effetti giuridici, atteso che nei due tipi di adozione i diritti dei bambini verso il genitore adottivo sono identici, così come i doveri di questi (le differenze riguardano la mancata instaurazione, in caso di adozione non legittimante, di un rapporto di parentela con i parenti del genitore adottivo e la mancanza di diritto all’eredità da parte di quest’ultimo in caso di…morte del figlio, dunque questioni che allo stato possiamo considerare secondarie).
Evoluzione di un istituto
Oltre ai casi indicati più sopra, fra le ipotesi di adozione in casi particolari la lettera D dell’art. 44 prevede che l’adozione sia possibile anche quando “vi sia la constata impossibilità di affidamento preadottivo”. É questa la norma rilevante nel nostro caso.
Tale norma era stata interpretata in passato dai nostri giudici in senso restrittivo, essendo stata riferita alle sole ipotesi di impossibilità di adottare un bambino che fosse comunque in stato di abbandono. Secondo questo orientamento la norma consentiva di adottare (con adozione in caso particolare) bambini in stato di abbandono che, ad es. per problemi psichici o altro, non venivano adottati (con adozione piena) da alcuno. Si consentiva così di espandere in questi casi la platea dei soggetti disponibili all’adozione, consentendola anche da parte di singoli o di coppie non sposate. Dunque, secondo tale indirizzo presupposto dell’art. 44 lett. D era comunque lo stato di abbandono del minore.
Tale interpretazione é stata superata dalla giurisprudenza di merito. Lo stato di abbandono é, infatti, presupposto dell’adozione legittimante, ma non é richiesto dalla legge in caso di adozione in casi particolari. La lettera D non menziona lo stato di abbandono, che appare dunque come un requisito introdotto dall’interpretazione giurisprudenziale, che non emerge tuttavia, né è imposto, dalla norma. La giurisprudenza più recente ha ritenuto, allora, che la norma, prevedendo che “vi sia la constata impossibilità di affidamento preadottivo”, faccia riferimento (non solo a situazioni di impossibilità materiale di adottare bambini in stato di abbandono, ma anche) ad ogni altra ipotesi di impossibilità giuridica di adottare con adozione legittimante. Si tratta, cioè, di casi in cui non vi é uno stato di abbandono e dove, tuttavia, l’adozione appare comunque consigliabile per una migliore tutela dei diritti del minore. Su questa linea si sono ritenuti adottabili bambini non abbandonati che risultano affidati da anni ad una coppia o ad un singolo. Lo Stato valuta in questi casi l’interesse dei bambini a consolidare giuridicamente il rapporto già sussistente con i/il genitore/i affidatari/o. Si tratta, ad esempio, secondo la nota prassi della cd. “adozione mite” inaugurata da almeno un decennio dal tribunale per i minorenni di Bari, di bambini per i quali non poteva farsi ricorso all’adozione legittimante perché sussistevano legami, anche se labili, con le famiglie d’origine, dunque in una condizione, per così dire, di “semi abbandono”, ma non di abbandono. Questi bambini vengono affidati in un primo tempo a terzi affidatari, e quindi adottati dai medesimi ex art. 44, lettera D.
La lettera dell’art. 44, lett. D non ostacola ed anzi consente pienamente tale esegesi, la quale é conforme – anzi imposta – dalla scelta del nostro sistema giuridico di porre al suo centro – grazie anche alla nostra adesione alla Convenzione dei diritti del fanciullo di New York – l’interesse del minore che deve necessariamente prevalere su ogni altra considerazione di natura formale o ideologica.
Secondo questa interpretazione, la norma, dunque, vale come clausola generale residuale che consente ai giudici di tutelare i minori in ogni ulteriore situazione in cui ciò sia nel loro interesse.

L’interpretazione del tribunale romano
Il Tribunale per i minorenni di Roma osserva, dunque, preliminarmente di aderire a tale orientamento poiché lo stesso consente di tutelare pienamente l’interesse del minore ed appare quindi più conforme alla ratio della disciplina ed ai principi che informano il nostro sistema. In tal modo il Collegio dichiara di dissentire dal parere negativo del P.M. che si basava sulla diversa interpretazione, restrittiva, della norma. Secondo il P.M., infatti, in questo caso non si poteva disporre l’adozione perché la bambina non era abbandonata, ma viveva (anche) con la madre biologica.
Per il Collegio, invece, l’art. 44, lettera D configura, come detto, una clausola generale residuale che consente di valutare l’interesse del minore anche quando non v’è stato di abbandono.
Compiuta tale prima scelta, il tribunale osserva come la giurisprudenza abbia già applicato negli ultimi anni l’art. 44 lett. D della legge 184/1983 in caso di conviventi eterosessuali (cfr. Tribunale per i minorenni di Milano n. 626/2007 e Corte Appello Firenze n. 1274/2012). Se l’adozione in casi particolari é ammessa anche in favore di coppie conviventi non coniugate, appare allora vieppiù evidente come, in presenza di un superiore interesse del bambino, la stessa debba essere consentita anche quando il bimbo sia figlio biologico di uno dei due conviventi. Il limite posto dalla lettera B (per cui la cd. step-adoption é possibile solo nell’ambito del matrimonio) può essere superato, ove sia nell’interesse del minore, in ragione della detta clausola d’apertura di cui alla lettera D.
Il Collegio rileva, allora, come in linea di principio non possa escludersi l’estensione di tale istituto neanche alle coppie gay e lesbiche, posto che si tratterebbe di una discriminazione vietata dalla nostra Carta costituzionale e che la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani ha affermato (a dire il vero non solo nella decisione menzionata dai giudici romani, ma in numerose pronunce, di talchè può parlarsi ormai di indirizzo del tutto consolidato) che in caso di previsione di un istituto giuridico in favore delle convivenze eterosessuali, si impone l’estensione anche alle coppie omosessuali, poiché ogni disparità di trattamento violerebbe il principio di non discriminazione, salvo che lo Stato dimostri una ragione specifica che motivi la differenza di trattamento (il Tribunale romano aggiunge che la filiazione inerisce direttamente alla tutela delle unioni gay ex art. 2 Cost., in quanto “il desiderio di avere dei figli, naturali o adottati rientri nel diritto alla vita familiare”, ma su tale argomento può sorvolarsi, non apparendo del tutto persuasivo ed essendo, comunque, pleonastico).
In linea di principio, dunque, seguendo i principi costituzionali e della Convenzione europea sui diritti umani, il Tribunale non può che prendere atto che l’istituto dell’affidamento in casi particolari deve applicarsi anche alle coppie gay e lesbiche, salvo che non sussistano specifiche controindicazioni, specifiche ragioni che giustifichino una diversa disciplina.


Ed il Tribunale giunge così ad affrontare l’ultimo punto, decisivo, della questione, ovvero se sussistano o meno specifiche ragioni che sconsiglino l’adozione in caso di una coppia di genitori omosessuali. Anche sul punto decisivo della sussistenza o meno di ragioni di pregiudizio per il minore in caso di sua crescita in una famiglia fondata da una coppia gay o lesbica il tribunale può richiamare principi già affermati dalla giurisprudenza, in particolare dalla Corte di Cassazione e dalla Corte europea dei diritti umani.
La Corte di Cassazione sul punto ha affermato, infatti, che in tema di affidamento dei figli in sede di separazione personale dei coniugi, la circostanza che la famiglia della madre sia composta da due donne legate da una relazione omosessuale non appare di per sé rilevante in carenza di alcuna allegazione in ordine ad eventuali ripercussioni negative dell’ambiente familiare sul piano educativo e della crescita del bambino; secondo la S.C., infatti, non può darsi rilievo alcuno al “mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” (Corte di Cassazione, prima sezione civile, sentenza dell’8 novembre 2012 – 11 gennaio 2013 n. 601).

I giudici capitolini ricordano inoltre come la capacità genitoriale delle coppie dello stesso sesso sia stata riconosciuta dalla Corte europea dei diritti umani (Corte europea dei diritti umani, X e Altri c. Austria, decisione del 19 febbraio 2013) per cui costituisce violazione dell’art. 14, in combinato disposto con l’articolo 8, la previsione in materia di adozione di minori di una norma che disciplini diversamente le condizioni di esercizio della potestà genitoriale per le coppie di fatto dello stesso sesso e per quelle di diverso sesso; secondo la Corte di Strasburgo, ogni disparità di trattamento è discriminatoria, poiché gli status giuridici di una coppia di fatto omosessuale e di una coppia di fatto eterosessuale sono comparabili fra loro, mentre il governo resistente (nella specie, austriaco) aveva mancato del tutto di dimostrare che possa cagionare nocumento ad un bambino essere allevato da due madri o da due padri.


http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/08/31/news/lo_giudice-94721827/
Possiamo aggiungere che la neutralità dell’orientamento sessuale del genitore rispetto all’affidamento dei figli è stata riconosciuta dalla Corte di Strasburgo con decisione ormai risalente (Salgueiro da Silva Mouta c. Portogallo, decisione del 21 dicembre 1999) ed è stata ripetutamente affermata dalla nostra giurisprudenza di merito (vedi qui) e che la capacità genitoriale delle coppie gay e lesbiche e la mancanza di effetti negativi per i figli è stata accertata e ribadita da numerosi studi scientifici, come riconosciuto anche da diverse autorevoli Autorità giudiziarie straniere, quali ad es. la Corte costituzionale tedesca per la quale la coppia dello stesso sesso favorisce la crescita del bambino tanto quanto la coppia eterosessuale sposata  (sentenza del 19 febbraio 2013); i giudici costituzionali tedeschi riconoscendo l’illegittimità del divieto di adozione del figlio adottivo del partner omosessuale, affermano infatti a chiare lettere che “i dubbi per la crescita dei minori derivanti dal loro inserimento in una coppia genitoriale dello stesso sesso sono stati confutati dalla grande maggioranza dei pareri specialistici”. Il Bundesverfassungsgericht osserva inoltre che l’adozione é nell’interesse del minore poiché garantisce una cornice di maggiori garanzie giuridiche per il medesimo (anche in caso, per esempio, di morte del genitore adottivo o di separazione) e rileva, in ogni caso, come qualsiasi pregiudizio per il minore debba essere escluso in ragione del controllo giurisdizionale nel procedimento di adozione, che assicura che prevalga sempre il superiore interesse del bambino.
Tale ultima osservazione é al centro del ragionamento anche della Corte costituzionale spagnola, nella recente decisione che ha affermato la legittimità della legge che consente alle coppie omosessuali di sposarsi e di adottare (sentenza del 6 novembre 2012 n. 198; v. anche la traduzione in italiano): anche in questo caso la Corte rileva come non si possa rinvenire, in astratto, alcun danno per il minore adottato da una coppia dello stesso sesso, mentre in concreto eventuali pregiudizi possono essere prevenuti grazie al controllo che deve essere sempre esercitato  dai tribunali in sede di adozione.

In conclusione
Sul piano astratto non v’è, dunque, ragione per negare l’affidamento o l’adozione, mentre sul piano concreto i giudici sono chiamati ad effettuare tutte le verifiche che sono sempre necessarie al fine di assicurare la prevalenza dei diritti del bambino.
Tornando, allora, al caso concreto, la capacità genitoriale delle due mamme e lo specifico interesse della bambina emerge da tutte le indagini esperite le quali, come visto, rilevano che la stessa cresce serena in un ambiente familiare sano che corrisponde pienamente alle sue esigenze.
Come rileva il tribunale, non riconoscere in questo caso la piena genitorialitá di entrambe le mamme equivarrebbe ad aderire ad un “convincimento diffuso in parte della società, esclusivamente fondato, questo sì, su pregiudizi e condizionamenti cui questo Tribunale, quale organo superiore di tutela dell’interesse superiore del benessere psico-fisico dei bambini, non può e non deve aderire stigmatizzando una genitorialità “diversa” ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale”.
Dunque, conclude il Tribunale, se in generale sotto il profilo interpretativo nulla osta all’adozione in casi particolari, nel caso concreto la stessa é conforme all’interesse della minore. Una soluzione ragionevole.

Πέρασε τα σύνορα η ομοφοβία : "From a Europe of nation states to a Europe of ... faggots!¨"


- Το tweet του πρωθυπουργού του Λουξεμβούργου στο Νικολόπουλο

Την αντίδραση του πρωθυπουργού του Λουξεμβούργου προκάλεσε ομοφοβικό tweet του ανεξάρτητου βουλευτη Ν. Νικολόπουλου

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Ο κ. Κούρκουλας ως εκπρόσωπος της συγκυβέρνησης Σαμαρά – Βενιζέλου θα κληθεί να απαντήσει στην Βουλή, θεσμικά κι όχι επικοινωνιακά, στα πολύ συγκεκριμένα ερωτήματα που θέτουν οι Έλληνες πολίτες και οι οποίοι στην συντριπτική τους πλειοψηφία είναι Χριστιανοί Ορθόδοξοι, για το εάν θεωρούνται «ψεκασμένοι» όσοι πιστεύουν ότι γάμος μεταξύ δύο ανδρών ή δύο γυναικών δεν υφίσταται.
Είναι προφανές ότι η νέα τάξη πραγμάτων που θέλουν να επιβάλλουν και πολλά από τα δόγματα της παγκοσμιοποίησης δεν περνάνε στην Ελληνική κοινωνία εξ ου και η επιλογή της νομοθέτησης τους. Το καλούμενο ως "αντιρατσιστικό” καταφανώς σκοπεί να λειτουργήσει ως εργαλείο διάβρωσης του τρίπτυχου Πατρίς, Θρησκεία Οικογένεια, που αποτέλεσε τη σταθερά βάση επιβίωσης και ανάπτυξης του Ελληνικού κράτους από συστάσεως του.
Ο κ. Κούρκουλας δεν αυτοδιορίσθηκε Υφυπουργός εξωτερικών.
Διορίστηκε από τον Πρωθυπουργό και, μέσω του κ. Κούρκουλα θα μας απαντήσει και ο κ. Σαμαράς, εάν παραμένει προσηλωμένος στο τρίπτυχο του Έθνους. Και επίσης εάν θεωρεί ότι τα εκατοντάδες εκατομμύρια των Χριστιανών σε όλο τον κόσμο, μαζί και όλα τα ΧΡΙΣΤΙΑΝΟΔΗΜΟΚΡΑΤΙΚΑ ΚΟΜΜΑΤΑ της Ευρώπης, που πιστεύουν σε αυτό και δεν θέλουν να γίνει νόμος του κράτους ο γάμος των ομοφύλων, η παιδοφιλία, η κτηνοβασία και όσα ακόμη διαστροφικά νομοθετούνται σε κράτη Ευρώπης, είμαστε «ψεκασμένοι»

http://www.nikosnikolopoulos-anatropi.gr/?section=987&language=el_GR&itemid730=13218&detail730=1

Ο πρόεδρος του «Χριστιανοδημοκρατικού κόμματος ανατροπής», σε μία σειρά εμετικών αναρτήσεων εναντίον του αντιρατσιστικού νομοσχεδίου και των ομοφυλόφιλων αναφέρθηκε, μεταξύ άλλων, και στον πρωθυπουργό του Λουξεμβούργου (το τρίτο κατά σειρά tweet):
Το ομοφοβικό ξέσπασμα προκάλεσε σάλο ανάμεσα στους χρήστες του twitter που άρχισαν να «βομβαρδίζουν» τον Νικολόπουλο με τα σχόλια τους ζητώντας του εξηγήσεις για τους χαρακτηρισμούς αυτούς. Η ιστορία έφτασε στα αυτιά του πρωθυπουργού του Λουξεμβούργου, ο οποίος επέλεξε να απαντήσει με άκρως ειρωνικό τρόπο και κάνοντας αναφορά στον Νικολόπουλο. Στην απάντησή του ο κ. Μπέτελ γράφει ότι «άκουσα πως θέλεις να μου πεις κάτι αλλά δεν μιλάω ελληνικά. Συγγνώμη».

- See more at: http://www.left.gr/news/perase-ta-synora-i-omofovia-tweet-toy-

prothypoyrgoy-toy-loyxemvoyrgoy-sto-nikolopoylo#sthash.dPrMZ73q.dpuf





http://en.enikos.gr/politics/13869,Greek_MPs_homophobic_remark_draws_grace.html





"From a Europe of nation states to a Europe of ... faggots!! The prime minister of Luxemburg is engaged to his darling!!" This was the hateful public statement made by Nikos Nikolopoulos, Greek MP and leader of "The Christian Democratic Party of Greece", Vice President of "The Homeland Union and the People", and formerly New Democracy’s Deputy Minister of Labour, to yesterday news of the joyful engagement of Luxembourg’s Prime Minister Xavier Bettel to his partner.

Many Twitter users were rightly outraged by Nikolopoulos’s hateful behaviour and immediately took him to task, but Nikolopoulos was unrepentant. He issued a second tweet, saying: "After the sleazy attacks and barrage of insults I respond: 'From a Europe of nations to a Europe of fags' … In other words those who provoke shame."

Nikolopoulos then went on to spill more venom by raging against the possibility of Greece ever allowing civil partnerships between its estimated 660,000 homosexual citizens. He voiced unfounded fears that if Greece grants equal rights to its homosexual citizens, then Greece could also permit "paedophilia and bestiality"! Seemingly unaware of the absurdity, the Greek MP implied that "paedophilia and bestiality" are actually encouraged in Germany and the Netherlands!





Nikolopoulos is currently campaigning against Greece’s anti-hate-crime bill which many Greeks hope will include legislation against anyone who incites homophobic hatred or who in any way attacks a homosexual person in Greece.

Nikolopoulos is entitled to his deluded beliefs, but he should keep them entirely to himself, along with his belief in supernaturalism. However, he should not be permitted to incite hatred against a significant proportion of the Greek community for whom homosexuality is entirely natural.

Would Nikolopoulos have dared to issue the following hateful statements?

"From a Europe of nation states to a Europe of ... Jews!! The prime minister of Luxemburg is engaged to his Jewish darling!!"

"From a Europe of nation states to a Europe of ... blacks!! The prime minister of Luxemburg is engaged to his black darling!!"

"From a Europe of nation states to a Europe of ... ginger-headed people!! The prime minister of Luxemburg is engaged to his ginger darling!!"

The speaker of the Greek parliament, Mr. Vangelis Meimarakis, as well as the other members of the Presidium, should require Nikos Nikolopoulos to resign from his position immediately. The people of Greece should demand that Nikos Nikolopoulos resign from his position immediately.

Nikos Nikolopoulos, an MP with considerable influence and power, has exhibited hateful and bigoted behaviour. He has provided the perfect example of why Greece is in such need of its proposed Hate Speech legislation, and why that legislation MUST include clauses forbidding all attacks, verbal and physical, on Greece’s estimated 660,000 homosexual citizens.

Σεξουαλικός πανικός τώρα!




Το τουίτ του έλληνα βουλευτή Ν. Νικολόπουλου για τον πούστη πρωθυπουργό του Λουξεμβούργου δεν είναι απλώς μια χοντρή μαλακία από έναν «απομονωμένο» ή «ψεκασμένο» πολιτικό, όπως τον αποκάλεσε ο υφυπουργός Εξωτερικών. Έχει σαφή στόχο: να προκαλέσει και να εκμεταλλευτεί έναν σεξουαλικό πανικό.
Σεξουαλικός πανικός είναι να τρομοκρατείς μια μάζα ανθρώπων με φοβερές και τρομερές απειλές σεξουαλικού περιεχομένου, με στόχο να χειραγωγήσεις το συναίσθημά του, ώστε να συναινέσει στα μέτρα που προτείνεις για την υποτιθέμενη αποτροπή των εν λόγω απειλών. Ο όρος σεξουαλικός πανικός δημιουργήθηκε από την ανθρωπολόγο Κάρολ Βανς το 1984, κατ’ αναλογία με τον «ηθικό πανικό» που είχε επινοήσει ο Βρετανός κοινωνιολόγος Στάνλυ Κόεν, δηλαδή τις μαζικές υστερικές αντιδράσεις που κατά καιρούς καταλαμβάνουν διάφορες κοινωνίες.
Όταν κάποιος πανικοβάλλεται, δηλαδή φοβάται, παύει να σκέφτεται λογικά και αποζητά άμεση ανακούφιση του φόβου του. Τι βολικό να υπάρχει πρόχειρος ένας σωτήρας, που συμπάσχει και κατανοεί για τους «δικαιολογημένους» φόβους του απλού λαού και αναλαμβάνει δράση!
Οι φιλελεύθεροι και οι Αριστεροί συνήθως υποβιβάζουν τη σημασία των σεξουαλικών πανικών ως επιπόλαια και παράλογη υστερία, ενώ οι Δεξιοί και οι φασίστες τούς παρουσιάζουν ως δικαιολογημένη συλλογική ηθική αγανάκτηση. Είναι εύκολο να δούμε ποιος βγαίνει νικητής σ’ αυτή την αντιπαράθεση.
Το συλλογικό συναίσθημα που διεγείρεται χάρη στον σεξουαλικό ή/και ηθικό πανικό διαδραματίζει καίριο πολιτικό ρόλο, καθώς ασκεί πίεση στους πολιτικούς, τα ΜΜΕ και τους άλλους φορείς να πάρουν θέση απέναντι στην κοινωνική αντιπαράθεση, ενίοτε νομοθετώντας με υπερβολική βιασύνη, πάντα υπέρ της συντήρησης. Έτσι, ο σεξουαλικός πανικός νομιμοποιεί την κρατική εξουσία προς αποφυγή υποτιθέμενων απειλών (ομοφυλοφιλία, έκλυση ηθών, πορνεία, σεξουαλικώς μεταδιδόμενα νοσήματα κτλ).
Ένα πρόσφατο παράδειγμα είναι ο Λοβέρδος, που υποδαύλισε έναν τέτοιο σεξουαλικό πανικό, διασύροντας τις υποτιθέμενες οροθετικές ιερόδουλες, προκειμένου να αναδειχθεί ο ίδιος σωτήρας εναντίον της φριχτής απειλής του AIDS, μπροστά στην οποία οι «νοικοκυραίοι» ήταν απροστάτευτοι.
Με την ανακοίνωσή του ο Νικολόπουλος αποπειράθηκε να εξισώσει ύπουλα και κακοηθώς την ομοφυλοφιλία με την παιδοφιλία και την κτηνοβασία, επικαλούμενος δύο σεξουαλικούς μπαμπούλες που σπέρνουν αποστροφή και φρίκη σχεδόν σε όλους, «νοικοκυραίους» και μη. Ταυτόχρονα, εμφανίζει τον εαυτό του ως θαρραλέο και περήφανο μαχητή αυτών των αισχών και ανακηρύσσεται προστάτης των αντίθετών τους (του «τρίπτυχου του Έθνους», όπως λέει σε επιστολή του στον Έλληνα πρωθυπουργό).
Ο Νικολόπουλος σπέρνει απλόχερα σεξουαλικό πανικό, λέγοντας –εντελώς ανυπόστατα– ότι στο νομοσχέδιο για τον ομόφυλο γάμο «οι αναφορές τύπου Μητέρα, Πατέρας, Αγόρι, Κορίτσι, κ.λπ. θα χαρακτηρίζονται ρατσιστικές και θα τιμωρούνται αυστηρά από το Νόμο». Ακόμα να φοβηθείτε;
Ο Λοβέρδος και ο Νικολόπουλος δεν είναι καθόλου πρωτότυποι. Ήδη από τη δεκαετία του 1960, οι ηγέτες της χριστιανικής Δεξιάς στις ΗΠΑ αναγνώρισαν ότι η σεξουαλικότητα προσφέρεται εύκολα ως εργαλείο εκμετάλλευσης, ώστε να χειραγωγούν τους πολίτες, να προσπορίζονται οπαδούς και φυσικά να εμπεδώνουν την πολιτική τους δύναμη. Σεξ να είναι και ό,τι να ’ναι: εκτρώσεις, ομοφυλοφιλία, κτηνοβασία, παιδοφιλία, σεξουαλικώς μεταδιδόμενα νοσήματα, ελάχιστη ηλικία σεξουαλικής συναίνεσης, πορνεία, αντισύλληψη… Όλα τα ζητήματα που αφορούν τη σεξουαλικότητα του ανθρώπου έρχονται κουτί σε όσους τρομολάγνους χρειάζονται ηθικό έρεισμα για να κάνουν καριέρα πατώντας στις φοβίες του λαού. Ο Νικολόπουλος δεν είναι ένας ακόμα «ψεκασμένος», ο οποίος μας παρέχει άφθονο –αλλά πικρό– γέλιο. Υπάρχουν πολλοί Νικολόπουλοι ανάμεσά μας. Είναι μεγάλος πειρασμός να τους περιφρονούμε ως γραφικούς, «μη δίνοντάς τους αξία», όπως λένε κάποιοι. Κατά τη γνώμη μου, όμως, πρέπει να τους παίρνουμε στα σοβαρά. Γιατί ο κίνδυνος που παρουσιάζουν είναι σοβαρός.
Βιβλιογραφία
Janice M. Irvine, Transient Feelings, Sex Panics and the Politics of Emotions, A Journal of Lesbian and Gay Studies, Volume 14, Number 1, 2008, pp. 1-40.
ένα άρθρο των πρωταγωνιστών

Τρίτη 26 Αυγούστου 2014

“Πριγκίπισσά μου!”- μια επικίνδυνη κουλτούρα


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Όσοι έχετε κόρες ή έχετε γνωστούς, συγγενείς και φίλους με κόρες, ίσως να προσέξατε την “πριγκιπισσοκουλτούρα” που επικρατεί στο κοριτσίστικο παιχνίδι και στην κοριτσίστικη ένδυση. Εμπνευσμένοι από γνωστά (αλλά αναχρονιστικά) παραμύθια, περνούν στα μικρά κορίτσια το μήνυμα ότι είναι πριγκίπισσες (κάτι το δελεαστικό που προσδίδει μια ψευδαίσθηση μοναδικότητας και τιμής) που όμως περιμένουν τον πρίγκιπα του παραμυθιού να τις παντρευτεί. Η έννοια της πριγκίπισσας είναι δελεαστική και για τους γονείς, αφού στα μάτια τους η κόρη γίνεται ξεχωριστή, ευγενής, ανώτερη, γαλαζοαίματη- και με προεκτάσεις ομορφιάς φυσικά, γιατί όλες οι πριγκιποπούλες πρέπει να είναι όμορφες. Το διαφημιστικό λοιπόν δέλεαρ είναι εμφανές: στέμματα, ροζ πριγκιπικά φορέματα, σκήπτρα, κάστρα στα οποία είναι έγκλειστη η πριγκίπισσα (το πολύ πολύ να καβαλήσει μια άμαξα που θα την πάει σε έναν χορό), όλα αυτά πασπαλισμένα με το απαραίτητο γκλίτερ που θα δώσει μια λάμψη στην κοριτσίστικη φαντασίωση. Τι συμβαίνει όμως στην πραγματικότητα; Γιατί μπορεί να είναι παιδαγωγικά λανθασμένη αυτή η προσέγγιση;

  •  Η πριγκίπισσα έχει ως στόχο όχι να γίνει βασίλισσα αλλά να παντρευτεί τον πρίγκιπα που θα έρθει να τη σώσει από την ανύπαντρη κατάστασή της. Το πολύ πολύ να γίνει βασίλισσα στο πλευρό του βασιλιά της.
  •  Οι ενδυματολογικές προτιμήσεις του στυλ “πριγκίπισσα” είναι μικρογραφίες φορεμάτων τύπου “μις υφήλιος”, με άβολα ρούχα, φουρό, ψηλά τακούνια και ακριβά κοσμήματα. Με τέτοια άβολα και καθαρά ρούχα δεν μπορείς να εξερευνήσεις τον κόσμο αλλά μόνο να κάθεσαι ή να χορεψεις για λίγο βαλς.
  •  Τα ενδιαφέροντα μιας πριγκίπισσας είναι ο καλωπισμός (προσέξτε ότι πλέον κυκλοφορούν και παιδικά καλλυντικά!), το κέντημα, η χαμογελαστή όψη και η ευγενική συμπεριφορά προς τους υπηκόους. Όχι η στρατηγική, η διοίκηση, οι επιστήμες, το διάβασμα, το κυνηγι.

  •  Ο τελικός προορισμός της πριγκίπισσας είναι ο γάμος και το μόνο εφόδιο που χρειάζεσαι στη ζωή είναι η ομορφιά. Η υπέρμετρη έμφαση στην εξωτερική εμφάνιση σύμφωνα με πολλές έρευνες συνεισφέρει στη χαμηλή αυτοεκτίμηση, στην κατάθλιψη, στην εμφάνιση διατροφικών διαταραχών και σε υπερβολικά σεξουαλικές συμπεριφορές.
  •  Η πριγκίπισσα στα παραμύθια χρειάζεται σωτηρία από κάτι (δράκο, κακιά μητριά, μάγια κτλ.) και μόνο κάποιος άλλος (ο πρίγκιπας) μπορεί να τη σώσει. Έτσι δε διδάσκεται η αυτονομία και η αυτοπεποίθηση αλλά η παθητικότητα και η αβοηθησία.
  • Ο πρίγκιπας επωμίζεται όλη την ευθύνη και για τον εαυτό του και για την κοπέλα, η οποία ούτε καν τον βοηθάει στις μάχες που πρέπει να δώσει.
Η εταιρία Ντίσνεϋ έχει κατηγορηθεί πολλές φορές για τα λανθασμένα γυναικεία (αλλά και αντρικά!) πρότυπα που παρουσιάζονται στις περισσότερες παιδικές ταινίες της. Με μια πιο προσεκτική παρατήρηση, διαπιστώνουμε ότι οι πριγκίπισσες είναι γλυκιές, τσαχπίνες, χαριτωμένες, σέξι, με πολύ λεπτή μέση, σφιχτά ρούχα και στημένη πόζα.
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Αν λάβουμε υπόψη τους χαρακτήρες, ο ρόλος της γυναίκας εμφανίζεται ως ιδιαίτερα περιορισμένος και υποτιμημένος. Οι ταινίες αυτές δεν αποτελούν μόνο ψυχαγωγία αλλά και μαθήματα για τα μικρά παιδιά που απορροφούν μηνύματα και ενστερνίζονται διδάγματα συμπεριφοράς και εξωτερικής εμφάνισης. Ακόμα και η εξαίρεση, η πρωταγωνίστρια Μερίντα στην ταινία Brave, δε γλίτωσε από τη σεξουαλικοποίηση της εικόνας της:
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Τα παραμύθια βέβαια, όπως και το παιχνίδι ρόλων, έχουν μεγάλη παιδαγωγική σημασία. Δεν είναι κακό τα παιδιά να δοκιμάζουν ρόλους και να διαβάζουν παραμύθια ή να βλέπουν ταινίες που είναι ψυχαγωγικές και ασκούν τη φαντασία τους. Όμως όταν αυτό γίνεται εξακολουθητικά, εμπεριέχει κινδύνους. Σε επόμενο ποστ θα δούμε τι μπορεί να κάνει ο γονιός, για να προστατέψει τα παιδιά του από αυτά τα μηνύματα.
Καλλιόπη Εμμανουηλίδου, Ψυχολόγος
πηγή: http://educpsychology.blogspot.gr

Δευτέρα 25 Αυγούστου 2014

Attack on gay couple in Athens leaves one man needing surgery

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A man had his ankle broken in three places in the Athens neighborhood of Pangrati early on Saturday in what it is thought to be at least the fifth homophobic attack in the capital this summer.
A gay couple were attacked in a park by 10 to 15 men with shaved heads and wearing black t-shirts, according to Efimerida ton Syntakton newspaper. According to the victims, their attackers were aged between 25 and 30.
One of the gay men has to go undergo surgery on his ankle as a result of the injuries he suffered.
The incident is being investigated by the Pangrati police precinct.

Grèce: ONG et opposition dénoncent l’augmentation des agressions homophobes
Publié par 
Les associations s’alarment du nombre d’agressions homophobes et racistes en Grèce.
parlement grèce
Les organisations antiracistes et homosexuelles en Grèce ont tiré lundi la sonnette d’alarme sur la hausse des agressions homophobes après le tabassage par des inconnus à Athènes d’un couple de jeunes hommes, dont l’un a été blessé grièvement. « Les agressions racistes et homophobes sont inacceptables (…) nous n’allons pas laisser les néonazis d’Aube dorée semer leur venin raciste dans les quartiers », a indiqué le Keerfa, mouvement regroupant des organisations antiracistes.
Dans la nuit de vendredi à samedi, deux inconnus à bord d’une moto avaient jeté un produit détergent sur deux hommes de 25 et 30 ans, assis sur un banc d’une place de Pangrati, quartier proche du centre d’Athènes. Quelques minutes plus tard, une dizaine d’inconnus, têtes rasées et vêtus de noir, étaient arrivés sur les lieux et les avaient blessé en les frappant. L’une des victimes avait été hospitalisée avec des fractures graves du pied qui nécessitait une intervention chirurgicale tandis que son compagnon
immigré, a été légèrement blessé.
« Ces comportements qui sont en hausse, sont encouragés par la hausse de la popularité de l’extrême droite », note Evangélia Vlami, représentante du mouvement lesbien grec dans le quotidien Ta Nea, plus gros tirage du pays. Le militant pour les droits des homosexuels, Grigoris Valianatos, a dénoncé  l’inertie des autorités et le manque de formation de la police à la protection des gays et des lesbiennes. Dans certains cas « parmi les agresseurs il y a des policiers », a-t-il souligné à Ta Nea.
L’agression de samedi est la cinquième du genre en trois mois mais « il y en a eu beaucoup plus, qui ne sont pas dénoncées à la police », selon les ONG. Le principal parti d’opposition la Gauche radicale Syriza a déploré le fait que « la police n’a arrêté personne samedi ». « Cet incident montre la nécessité d’adopter une loi antiraciste dont
l’absence encourage les milices d’assaut d’extrême droite », a indiqué un communiqué du Syriza.
Le gouvernement a de nouveau reporté la semaine dernière la discussion au parlement d’un projet de loi antiraciste, gelé depuis un an et demi, en raison des réactions au sein du parti conservateur au pouvoir d’Antonis Samaras. Ce texte prévoit le renforcement de l’arsenal juridique grec contre les agressions racistes ou homophobes, imputées surtout au parti néonazi Aube dorée dont l’ensemble des députés sont inculpés pour participation « à une organisation criminelle ».
25/08/14


        
Λίγο μετά τα μεσάνυχτα της Παρασκευής ο Κ. και ο Ζ., Ελληνας ο πρώτος, πρόσφυγας που έχει πάρει πολιτικό άσυλο ο δεύτερος (τα στοιχεία τους βρίσκονται στη διάθεση της «Εφ.Συν.»), πήραν από το περίπτερο της πλατείας Βαρνάβα στο Παγκράτι μια εξάδα μπίρες για το σπίτι και κάθισαν στο παγκάκι να πιουν μία, πριν επιστρέψουν.
Η βραδιά τελείωσε με τον Κ. στο νοσοκομείο με σπασμένο αστράγαλο σε τρία σημεία, για τα οποία θα χρειαστεί χειρουργείο, και τους δύο τους θύματα άλλης μιας βίαιης επίθεσης.

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Κατάγματα σε τρία σημεία φέρει ο αστράγαλος του ενός θύματος της ομοφοβικής επίθεσης την Παρασκευή τα μεσάνυχτα στην πλατεία Βαρνάβα στο Παγκράτι. Για την επαναφορά του θα χρειαστεί χειρουργείο. Στη φωτογραφία, το θύμα αμέσως μετά την επίθεση

Οι ακροδεξιοί ιεράρχες
Είναι η πέμπτη γνωστή ομοφοβική ή τρανσφοβική βίαιη επίθεση αυτό το καλοκαίρι, και ήρθε σαν επιστέγασμα της ομοφοβικής εκστρατείας ακροδεξιών ιεραρχών που κορυφώθηκε την περασμένη εβδομάδα, με ύβρεις για τους ανθρώπους με μη αποκλειστικά ετεροφυλόφιλο σεξουαλικό προσανατολισμό και με απειλές προς τον ίδιο τον πρωθυπουργό να μη φέρει προς ψήφιση το αντιρατσιστικό νομοσχέδιο, απειλές που φαίνεται πως έπιασαν τόπο, τουλάχιστον προς το παρόν.
Το πρώτο μέρος της επίθεσης εκδηλώθηκε απροειδοποίητα. Καθώς έπιναν και τα έλεγαν ο Κ. και ο Ζ., όπως κάθε ζευγάρι που κάθεται να πιει μια μπίρα έξω, πέρασαν πίσω τους δυο νεαροί πάνω σε παπάκι και τους πέταξαν ένα κουβά απόνερα μπουγάδας. Ο Ζ. σηκώθηκε να ζητήσει τον λόγο, αλλά οι νεαροί εξαφανίστηκαν.
Ξυρισμένα κεφάλια
Οι δύο σύντροφοι ξανακάθισαν ταραγμένοι. Μετά από δέκα λεπτά, είδαν από την άλλη πλευρά της πλατείας να έρχεται κατά πάνω τους μια ομάδα δέκα–δεκαπέντε ατόμων, 25 με 30 χρόνων, μεξυρισμένα κεφάλια και μαύρες μπλούζες, που τους φώναζαν να φύγουν.
Πριν προλάβουν να συνειδητοποιήσουν τι γίνεται, ο Κ. δέχτηκε τα πρώτα χτυπήματα με γροθιέςκαι κλοτσιές που τον έριξαν στο έδαφος. Του φόρεσαν στο κεφάλι τον κουβά που είχαν αδειάσει προηγουμένως πάνω τους και συνέχισαν να τον χτυπούν, ενώ χτυπήματα δέχτηκε και ο Κ., που τον είχαν πετάξει μερικά μέτρα παραπέρα.
Οι δράστες κουράστηκαν και έφυγαν με κατεύθυνση την πλατεία Πλαστήρα. Κάποιος από την πλατεία πήγε να βοηθήσει τα δύο παιδιά και κάλεσε αστυνομία. Μετά από ένα εικοσάλεπτο, έφτασε περιπολικό με δύο αστυνομικούς, που ειδοποίησαν το ΕΚΑΒ.
«Και το σκέφτηκα κάποια στιγμή όπως καθίσαμε στο παγκάκι: σαν πολλούς φασίστες έχει σήμερα η πλατεία», είπε στην «Εφ.Συν.» ο Κ., όταν τον επισκεφτήκαμε χθες στο νοσοκομείο. «Πιστεύω ότι ήθελαν να μου δώσουν ένα μάθημα, επειδή είμαι διαφορετικός από δύο πλευρές: και λόγω του σεξουαλικού προσανατολισμού μου και λόγω του χρώματος του δέρματος του συντρόφου μου. Οπως είπε ένας φίλος παραφράζοντας τον Μπρεχτ, χτύπησαν το πόδι, αλλά ο στόχος τους ήταν το κεφάλι. Ηθελαν να μου αλλάξουν μυαλό, να μην είμαι αυτός που είμαι».
Ανάρτηση στο Indymedia
Επειτα από αυτεπάγγελτη δίωξη της Εισαγγελίας, την υπόθεση χειρίζεται το Α.Τ. Παγκρατίου, που πήρε κατάθεση από τα δύο θύματα το Σάββατο το απόγευμα στο νοσοκομείο, καθώς αρχικά οι αστυνομικοί, όπως ειπώθηκε στα θύματα, φαίνεται να μην είχαν αξιολογήσει σωστά τη σοβαρότητα των τραυμάτων και του περιστατικού.
* Αναλυτικό ρεπορτάζ στις σελ. 38-39 της «Εφημερίδας των Συντακτών» που κυκλοφορεί σήμερα, Δευτέρα 25 Αυγούστου.

Δημήτρης Αγγελίδης

efsyn.gr


Ανακοίνωση Τομέα Ανθρωπίνων Δικαιωμάτων του ΠΑΣΟΚ για την ομοφοβική επίθεση κατά συμπολιτών μας


Από τον Τομέα Ανθρωπίνων Δικαιωμάτων του ΠΑΣΟΚ, με αφορμή την ομοφοβική επίθεση κατά των δύο συμπολιτών μας, εκδόθηκε η ακόλουθη ανακοίνωση:
Η επίθεση με ρατσιστικά κίνητρα 11 μισανθρώπων κατά των 2 συμπολιτών μας, θυμίζει πρακτικές της Κου Κλουξ Κλάν.   
Αυτοί που αρνούνται την αναγκαιότητα ψήφισης του αντιρατσιστικού και την προστασία των θυμάτων λόγω σεξουαλικού προσανατολισμού και ταυτότητας φύλου, ας εξηγήσουν στα θύματα της ρητορικής τους το σκεπτικό τους.
Κάποτε θα πρέπει να γίνει κατανοητό ότι οι σκοταδιστικές ή ψηφοθηρικές πρακτικές στα ανθρώπινα δικαιώματα βλάπτουν σοβαρά τον πυρήνα της δημοκρατίας μας.

 ξαν'α βία

ΤΟΜΕΑΣ ΔΙΚΑΙΟΣΥΝΗΣ, ΘΕΣΜΩΝ, ΔΙΚΑΙΩΜΑΤΩΝ ΤΗΣ ΔΗΜ.ΑΡ: H ΙΔΕΟΛΟΓΙΑ ΤΟΥ ΜΙΣΟΥΣ ΟΛΟΚΛΗΡΩΝΕΤΑΙ ΜΕ ΤΗ ΒΙΑ

Η παρατηρούμενη έξαρση ρατσιστικών επιθέσεων τον τελευταίο καιρό, δεν είναι άσχετη με την άνοδο της ακροδεξιάς, των αντιλήψεων και των πρακτικών της στην ελληνική κοινωνία. Πρέπει να γίνει αντιληπτό, ότι η ιδεολογία του μίσους ολοκληρώνεται με τη βία. Οι φορείς των αντιλήψεων αυτών είναι εχθροί της ανοιχτής, ελεύθερης, ανεκτικής, φιλικής προς όλες και όλους κοινωνίας. Η επιθετικότητά τους στρέφεται και συγκεκριμενοποιείται εναντίον όλων των προσώπων, που δεν πληρούν τις προδιαγραφές τους. Αυτό είναι ένα τεράστιο πρόβλημα της κοινωνίας, της παιδείας και του πολιτισμού της.
Τη βία αυτή βίωσε για άλλη μία φορά, ένα ακόμη ζευγάρι ομοφυλοφίλων στο Παγκράτι, το οποίο ενόχλησε με την ύπαρξή του. Οι ένοχοι εκδήλωσαν, εκτέλεσαν,  ολοκλήρωσαν την επίθεσή τους και διέφυγαν για άλλη μία φορά ανενόχλητοι. Τα θύματα κατέληξαν στο νοσοκομείο. Αυτό είναι πρόβλημα της οργανωμένης πολιτείας: Απούσα από την καταστολή, η πολιτεία μας καθίσταται αναποτελεσματική και αναξιόπιστη για οποιαδήποτε πρόληψη. Στο σημείο αυτό έχει θέση η σύγχρονη αντιρατσιστική νομοθεσία, η οποία, με την κατάλληλη ποινική μεταχείριση των εγκληματιών ρατσισμού, μπορεί και πρέπει να στείλει μήνυμα μηδενικής ανοχής στα εγκλήματα μίσους.


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