La mia risposta all'articolo di Costanza Miriano
http://costanzamiriano.com/2013/04/26/le-nozze-omosessuali-spiegate-ai-miei-figli-eta-media-9-anni/
Cari
ragazzi, anche nella mia casa è vietato parlare male degli altri ma
quando lo faccio sono affari tra me e me stessa, penso che Dio abbia
altro a cui pensare. E sono d’accordo con la vostra mamma che ci sono
casi in cui del male delle persone bisogna parlare ed è quando rischia
di andarci di mezzo qualcuno che non può difendersi da solo. Qualcuno
come i bambini, qualcuno come voi.
I vostri
genitori hanno scelto di portare avanti una causa in cui credono molto:
impedire a qualcun altro di realizzare appieno i propri diritti di
cittadino. In pratica sono contrari al fatto che una cosa che si chiama
matrimonio diventi egualitaria, cioè per tutti. Strano se pensate che
questo diritto c’è già in: Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Norvegia,
Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Regno Unito, Canada,
USA, Aruba e Antille Olandesi, Città del Messico, Argentina, Brasile,
Uruguay, Sud Africa, Israele, Nuova Zelanda, e la lista si allunga ogni
giorno di più.
Dicono di non occuparsi di cosa facciano
gli omosessuali nel privato ma che non dovrebbero sbandierare troppo la
loro condizione, come vi è capitato al Gay Pride a Parigi, dove avete
visto piume e sederi di fuori, signore senza reggiseno e temibili banane
gonfiabili.
Mi dispiace che i vostri genitori si siano guardati
bene dallo spiegarvi chi erano davvero quelle persone e cosa stavano
festeggiando, al di là delle piume e delle banane –perché in fondo alla
propria festa ognuno decide di vestirsi come vuole – e proprio di questo
si tratta, di una festa. Ma una festa speciale che serve a ricordare a
tutti, senza tristezza ma con orgoglio, che il 28 giugno di tanti anni
fa a New York persone omosessuali e transessuali si sono ribellate
contro chi, per motivi di discriminazione, le picchiava e le metteva in
prigione per il solo fatto di esistere ed esprimere se stesse.
Immaginate
se un giorno qualcuno decidesse di mettere in prigione e picchiare il
vostro babbo e la vostra mamma solo perché credono in Dio e vanno in
chiesa tutte le domeniche. Vi sembrerebbe giusto?
Poi
la mamma giudica infelici (ma giudicare non era una brutta cosa da non
fare?!) quelle persone solo perché vestite in quel modo, è come dire che
i preti sono depressi perché sono sempre vestiti di nero, e le suore
tristi e represse perché portano i capelli nascosti e non liberi di
muoversi al vento.
Quando la mamma vi dice
“se ci capiterà di
averne uno (omosessuale) vicino, che ne so, al lavoro o in vacanza,
cercheremo, se lui o lei vuole, di farci amicizia”, non vi preoccupate, non vi sforzate, questo fatto non capiterà perché è già capitato.
Nella vostra vita, anche se non lo sapete, siete già circondati di persone omosessuali e siete già loro amici.
Possono
essere omosessuali i vostri compagni di scuola, il catechista, gli
amici dei vostri genitori, il dentista, la maestra, il pediatra, la
fruttivendola, il meccanico, l’autista dello scuolabus, la parrucchiera,
l’edicolante, l’avvocato, ecc… senza che voi lo sappiate. Perché
ragazzi… avvicinatevi… voglio svelarvi un segreto ma non ditelo alla
mamma… gli omosessuali non indossano le piume e le banane gonfiabili,
quello è il costume di una festa come quando a carnevale vi vestite da
Ben10 o da Winx.
Quindi non vi stupite se la zia del vostro compagno di
banco non ha un marito e vive con una sua amica, e osservate bene gli
sguardi che si scambiano quel ragazzo così dolce che la domenica a messa
suona la chitarra e il suo amico che canta così bene…
Anche se
loro non vi diranno mai che si rispettano, si vogliono bene e si amano,
perché ci sono persone come il vostro babbo e la vostra mamma che hanno
deciso che loro non possono volersi bene. O se lo fanno devono farlo di
nascosto, come i ladri, oppure soffrirne e sentirsi male per questo.
Questa cosa miei cari ragazzi ha un nome e si chiama
ipocrisia ed
è la cosa peggiore con cui avrete a che fare nella vita. Molto ma molto
più triste di due maschi e di due femmine che si vogliono bene.
Per
fortuna oltre alle persone omosessuali che probabilmente conoscete già
ma che per ipocrisia non diranno agli altri di esserlo, ci sono persone
libere che si amano e decidono di stare insieme alla luce del sole.
Perché amarsi nel rispetto reciproco,ricordatevelo sempre, non è e non
sarà mai come rubare e ammazzare o parcheggiare sulle strisce.
Alcune di queste persone che si amano decidono di formare una
famiglia (Treccani: dal latino
famĭlia, che,come
famŭlus «servitore,
domestico», da cui deriva, è voce italica, e indicò dapprima l’insieme
degli schiavi e dei servi viventi sotto uno stesso tetto, e
successivamente la famiglia nel significato oggi più comune) e
avere dei figli e il modo in cui questi bambini arrivano, grazie alla
ricerca medica, è lo stesso che usano tanti amici dei vostri genitori ma
senza dirlo. Vi ricordate l’ipocrisia? Stessa storia.
Quando la
vostra mamma dice che due uomini e due donne non possono crescere un
bambino, lo dice ma in realtà non lo sa davvero perché questi bambini,
di cui tanto si preoccupa, non li ha mai visti né conosciuti. È come se
io dicessi che per colpa di vostra madre e delle sue idee, voi siete o
diventerete infelici senza avervi mai incontrato.
Io
personalmente ne conosco tanti di questi bambini con due mamme e due
papà e non sono tanto speciali, anzi sono bambini come tanti, forse come
voi: allegri, curiosi, divertenti, buffi, capricciosi, simpatici,
petulanti, teneri…
Come voi vanno a scuola, hanno tanti amici,
vogliono bene alle maestre, vanno in gita con il panino preparato dalle
mamme e dai papà, fanno capricci per fare il bagnetto e vorrebbero tanto
un cucciolo di cane. Come voi da grandi vogliono fare gli astronauti, i
cuochi, i giardinieri, i veterinari e gli scienziati. Come voi hanno un
gioco preferito che portano sempre con loro, vogliono un bene
dell’anima alle loro mamme e ai loro papà e anche ai nonni agli zii e ai
cuginetti che vedono solo d’estate.
Questi bambini sono proprio
come voi ma voi, forse, non li conoscerete mai per colpa di una cosa che
si chiama pregiudizio, che magari un’altra volta vi spiego cos’è.
Vi
saluto ragazzi, fate i bravi e spero che la vita vi porti sempre ad
avere cuore e mente aperti agli altri, e a porvi sempre un sacco di
domande.
Un abbraccio, Alessia