Κυριακή, 16 Δεκεμβρίου 2012

Francia , mobilitazione per i matrimoni gay Si rompe il fronte cattolico del«no»



La rivista «Témoignage chrétien» si schiera : quello che conta è l'amore. Domenica manifestazioni a Parigi in tutto il paese

PARIGI – Domenica a Parigi e in tutta la Francia migliaia di persone scendono in piazza a favore del matrimonio per tutti, aperto alle coppie omosessuali. Tredici anni dopo l’approvazione dei Pacs (Patti civili di solidarietà), e un mese dopo la manifestazione dei 100 mila contrari (tra i quali molti cattolici tradizionalisti), il movimento lesbiche, gay, bi e trans invita tutti i francesi a esprimere il sostegno verso il progetto di legge già presentato in Consiglio dei ministri, e che verrà esaminato in Parlamento il prossimo 29 gennaio.


(Afp)
ADOZIONI - Il «matrimonio per tutti» è una delle misure più significative della presidenza Hollande: si tratta di mantenere una promessa elettorale, e di non deludere un’opinione pubblica in maggioranza favorevole (il 54% secondo l’ultimo sondaggio Csa). Il progetto prevede che venga garantita a tutti, senza distinzione di orientamento sessuale, anche la possibilità di adottare, ed è su questo punto che il dibattito si accende di più. I francesi sono divisi (48% a favore, 48% contro) e la Chiesa cattolica parla non solo ai propri aderenti quando denuncia, per esempio, la fine della dizione «padre» e «madre» nei documenti ufficiali, sostituita per tutti da «genitore 1» e «genitore 2».


CHIESA - Il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e capo dei vescovi francesi, sostiene che «l’azione della Chiesa non è un’aggressione morale contro le persone omosessuali. I bambini allevati da persone dello stesso sesso possono essere felici, nessuno lo mette in dubbio, ma avranno sempre i desiderio di sapere di chi davvero sono figli, da dove vengono. E’ comunque importante sapere se si è fatti o meno dello stesso sangue, non è unicamente una fantasia razzista». Nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, il 1° gennaio 2013, il papa Benedetto XVI ha dedicato un paragrafo alla «struttura naturale del matrimonio», che va «riconosciuta e promossa, quale unione di un uomo e di una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme diverse di unione che, in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione».


CATTOLICI A FAVORE - Il «fronte del no» della Chiesa, che sta organizzando un’altra contro-manifestazione per il 13 gennaio, è rotto dalla rivista cattolica Témoignage chrétien, fondata durante la Seconda guerra mondiale a Lione come atto di resistenza ai nazisti. In occasione degli opposti raduni del 16 dicembre e del 13 gennaio, la rivista ha preso chiaramente posizione a favore del matrimonio e dell’adozione per tutti, rispondendo proprio all’argomento naturale e genetico avanzato sia dal cardinale Vingt-Trois sia dal Papa.


 «L’umanità cresce quando i cittadini rifiutano di sacralizzare i legami di sangue e danno la priorità a quelli di fratellanza oppure nati, in seno alle famiglie, dall’adozione – si legge nella dichiarazione -. Il Cristo sulla croce diceva a Giovanni “Giovanni, ecco tua madre”, e a sua madre “Donna, ecco tuo figlio”. Non è la genitorialità biologica, non sono i legami di sangue che fanno di noi dei fratelli e delle sorelle. Il nostro Dna è unico, e comune: è l’amore fraterno a spingere sempre più lontano le frontiere dei nostri pregiudizi e delle nostre paure».

CONSERVATORI - Anche nella destra, generalmente contraria al progetto di legge, si levano voci favorevoli, come quella dell’ex ministro alla Sanità Roselyne Bachelot o del movimento GayLib, associato al partito Ump, che dichiara di «credere nella famiglia, in tutte le famiglie». Le manifestazioni pro e contro sono importanti perché daranno alla maggioranza socialista indicazioni sulla strada da seguire quanto ad alcuni possibili emendamenti: se non c’è dubbio che sarà tradotta in legge la volontà del presidente Hollande e dei francesi sull’apertura del matrimonio agli omosessuali, l’Eliseo esita ancora sul ricorso alla fecondazione assistita come modo per garantire una discendenza alle coppie gay.

 STEFANO MONTEFIORI /CORRIERE DELLA SERA
 

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