Σάββατο, 2 Μαρτίου 2013

Onore ai militanti lgbtq, tutti




Ho cominciato a militare per i diritti delle persone omosessuali e transessuali alla fine degli anni '90, quando sono entrata da curiosa nella Lista Lesbica Italiana, una mailing list con, all'epoca, un centinaio di donne iscritte provenienti da tutta Italia che cercavano confronto e qualcuna anche una fidanzata. Quando, nel 2000, con la mia compagna abbiamo deciso di avere dei figli, ho capito da subito che bisognava fare qualcosa in più e che non potevamo metterli al mondo e basta. Si doveva fare molto molto di più e in tanti.

Un primo nucleo di aspiranti genitori si sono conosciuti grazie al web e insieme, all'inizio del 2000, abbiamo cominciato a sognare a Famiglie Arcobaleno, l'associazione dei genitori omosessuali e di quelli che volevano diventarlo. Nel 2003 è nata Lisa e da allora non ci fu più scampo per noi, la nostra vita privata in qualche modo divenne pubblica ed è iniziata una militanza sul terreno, a viso scoperto. E lì ho dato tanto, in tempo e energia, con piacere e entusiasmo e anche un po' di paura. Ma non ero sola, e mesi dopo mesi, il nostro gruppo si espandeva e come una ragnatela abbiamo costruito insieme l'associazione di oggi. Sono stata presidente praticamente dalla creazione di FA, nel 2005, fino ad oggi. Una presidente di associazione lo è tutti i giorni e tutto l'anno. Non è come un Hobby, non puoi smettere senza conseguenze per un mese o anche una settimana, anche in vacanze sei sempre in ascolto. Anzi ti ritrovi in una specie di spirale che un po' alla volta ti risucchia e devi essere forte e avere accanto chi ti sostiene e ci crede per continuare. E devi essere tu disponibile e disposta a fare tante cose e ad adattarti alle contingenze materiali perché quando la tua associazione vive solo con le tessere degli associati, non ci sono soldi per quasi niente e certamente non per i lussi.

In questi 10 anni di militanza per Famiglie Arcobaleno (3 anni di preparazione e 7 anni di presidenza) ho dormito, spesso da sola, a casa di decine di socie e soci: in materassi gonfiabili, su brandine o letti da campeggi, su letti a castello, o letti dell'Ikea dei piccoli dove toccavo con piedi e testa e mi dava l'impressione di essere in una bara, ho dormito in casa coi gatti anche se sono allergica, su materassi buttati a terra, in letti single e matrimoniali, sui divani letti aperti o chiusi, ho dormito nella stanza dei piccoli, o nel salotto o nello studio, o anche nella camera degli ospiti con bagno solo per me; ho dormito da amici cari e da gente che incontravo per la prima volta, ho dormito anche in camera da letto dei miei ospiti che gentilmente mi cedevano il loro letto confortevole, in alberghi lussuosi quando paga Mediaset o la Rai, in alberghi mediocri quando paga Famiglie Arcobaleno, ho dormito in città e in campagna, in centro e in periferia, ho dormito in tanti quartieri di Milano, Bologna, Palermo e Roma. Ho dormito anche a Treviso, Perugia, Firenze, Foggia, Bari, Lecce, Catania, Genova, Torino, Como, Busto Arsizio, Venezia, Trento, Livorno, Prato, Giulianova, Alessandria, Cantù, Ferrara, Siena, Grosseto ...

Ho pranzato o cenato decine di volte intorno a una tavola imbandita con amore per me, ma spesso con una famiglia che non era la mia, ho mangiato panini presi alla stazione mentre correvo all'appuntamento, pezzi di pizze grasse in piedi al banchetto, ho mangiato ai buffet della Camera dei deputati e dei convegni delle università ricche con cose speciali e sfiziose, ho mangiato nelle trattorie da sola o con altri militanti, ho mangiato roba fritta portati nei cartoni della pizza intorno a un tavolo dove si discuteva per un progetto, ho mangiato in treno due crackers e un cappuccino ed è capitato che non ho mangiato proprio...

In quei 10 anni ho preso il treno e l'aereo un centinaio di volte, ho passato ore e ore nelle stazioni e nelle sale d'attesa ad aspettare il volo o il numero del binario, ho preso le metro sporche e affollate all'ora di punta o la sera tardi quando fa un po fa paura, ho preso i tram e dei pullman puzzolenti, sono stata seduta ore e ore di seguito vicino a chi voleva ad ogni costo fare conversazione, vicino a famiglie con bimbi irrequieti e piagnucolosi e con dei mal di testa terribili per la tensione di ciò che andavo a fare, ho fatto migliaia di chilometri in macchina tra la Campania e la Lombardia o tra casa e Roma, con la famiglia o da sola, mentre ascoltavo radio 24 ore e riflettevo a ciò che dovevo dire per l'ennesima volta...

Ho incontrato centinaia di persone, dal presidente Napolitano, al presidente della camera Fini, ho salutato e conosciuto ministri, deputati e senatori, attivisti politici e attivisti del movimento, intellettuali, docenti universitari, giornalisti televisivi e della carta stampata, ho incontrato sindaci e assessori, studenti liceali e universitari, sindacalisti e insegnanti, fotografi e cineasti, medici e avvocati, legali di tutti i tipi; ho fatto decine di convegni ovunque per l'Italia, risposto a migliaia di telefonate, conosciuto soci e socie con storie belle e incredibili e gente disperata, ho sentito pianti di gioia e di disperazione, ho abbracciato forte tanta gente e ho litigato con tanti altri, ho alzato la voce, ho pianto, ho litigato a casa perché quella trasferta era quella di troppo per chi mi sta accanto, ho perso la pazienza anche con la mia figlia adorata perché quello che vivi fuori casa lo porti dentro, ho riso tanto e anche a squarciagola, ho scritto e riflettuto su cose alle quali mai avrei pensato.

Ho scoperto dei mondi a me ignoti, ho acquisito amici cari e ho perso delle persone con cui avevamo iniziato il viaggio, ho avuto complimenti (tanti) e anche critiche (tante), ho avuto delle idee e ho creato delle cose, tenuto microfoni, parlato di fronte a telecamere e alla radio, litigato con gente che non vedevo in faccia, mi sono disperata e arrabbiata, mi sono commossa e ho gioito, ho parlato a centinaia di migliaia di persone tutte insieme davanti a me e sapevo la responsabilità che avevo in quel momento, sono stata orgogliosa (tanto) e abbattuta (anche), ho sentito insulto e sorrisini dietro alle spalle, mi sono sentita a volte molto sola e a volte come la regina del mondo per la soddisfazione di avere fatto qualcosa di bello e di giusto, mi sono sentita molto stanca e avvilita e altre volte sentivo di camminare sulle nuvole, ho camminato a braccetto con tante persone che amo, nelle notti d'estate, ho cantato e urlato slogan, ho sentito confidenze intime e dolorose, ho visto nascere centinaia di figli arcobaleno e purtroppo ho visto morire anche qualche socio, ho avuto abbracci di ringraziamenti e urla di rabbia in faccia, sono stata tradita a volte e appoggiata e sostenuta spesso.

Ho conosciuto persone che ora sono importanti per me, tanto e tante, ho scritto saggi e articoli a decine, conservato scontrini e redatto note spese, ho fatto riunioni skype senza fine con la linea che cade e le voci che non si capiscono, ho frequentato gli studi televisivi di tutte le tv nazionali e di tante altre locali, e parlato alla radio con gente che non vedevo, ho sentito il disprezzo e la boria nella voce di tanti, ho cucinato per i tecnici televisi che hanno invaso la mia casa per ore, ho letto degli articoli e dei commenti da rimanere a bocca aperta per l'odio che ne traspirava, ho fatto installare un'allarme a casa mia ma ho sempre detto dove vivevo, ho organizzato eventi, coordinato gruppi, consolato, spronato, ascoltato per ore i problemi nei gruppi e cercato di ricomporre situazioni difficili, ho scritto interventi, ho disprezzato alcuni individui e ne ho ammirato tanti altri, ho cucinato e ospitato a mio turno, preparato letti e imbandito tavolate, ho ricevuto e scritto migliaia di mail, ho evitato discussioni e ne ho provocato altre, ...

Ho fatto questo e tante tante altre cose, volontariamente, senza un soldo di compenso, per passione, per il gusto della lotta, per la soddisfazione di non cedere e non mollare, ma soprattutto per aiutare i miei figli a vivere meglio qui, oggi e domani. L'ho fatto prima per me e poi per la mia famiglia. Insomma ho vissuto, ho imparato e sono stata felice e la mia vita è stata ancora più piena e utile con tutto il brutto e il bello che c'è stato e ci sarà.

Nel frattempo ho anche lavorato e tentato di meritare il mio stipendio e ho fatto tutte le cose che si fanno quando hai una casa, una compagna e due figli piccoli.

Come me, centinaia, migliaia di militanti si sbattono ogni giorno da volontari non retribuiti per la dignità e la causa dei diritti delle persone omosessuali e transessuali. A livello nazionale o locale, tutti portiamo la nostra pietruzza per costruire un'Italia più giusta, e più accogliente e più rispettosa e più consapevole della ricchezza delle differenze. Pensando a me, penso anche a loro, a tutti i soci di FA e a tutti quelli che ho incontrato o avrei potuto incontrare nei pride, nelle assemblee, nei circoli, nei centri sociali, nei luoghi di cultura e di lotta, nei luoghi in cui abbiamo lavorato e condiviso insieme rabbia e speranze.

Perciò oggi non ci dite che ci sono cose più importanti della nostra dignità. Dopo tutto è la prima volta che in parlamento abbiamo centinaia di deputati e senatori per l'uguaglianza e i diritti di tutti i cittadini, una vera maggioranza da questo punto di vista. E se ci sono senza dubbio altre cose importanti, occuparsene non vuole dire mettere da parte, per l'ennesima volta ciò che riguarda milioni di cittadini.

Sempre che avremo un Parlamento capace di sedersi e lavorare.
 Giuseppina La Delfa
Pubblicato: 02/03/2013 06:00


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